Carceri, Bonafede: “Presto decreto su stop scarcerazioni boss”

Così il ministro della Giustizia durante il question time
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ROMA – “Voglio annunciare al Parlamento che e’ in cantiere un decreto legge che permettera’ ai giudici, alla luce del nuovo quadro sanitario, di rivalutare l’attuale persistenza dei presupposti per le scarcerazioni di detenuti di alta sicurezza e al 41 bis“. Lo dice il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, durante il question time in aula alla Camera, rispondendo a una interrogazione di Forza Italia sulle vicende relative alla nomina del capo del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria nel 2018, nonche’ in ordine alla recente sostituzione dei vertici del medesimo dipartimento e al caso di Nino Di Matteo.

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“La linea di azione che ho seguito come ministro della Giustizia- aggiunge Bonafede- e’ stata, e’ e sara’ sempre improntata alla massima determinazione nella lotta alle mafie: basta semplicemente scorrere ogni parola di ogni legge che ho portato all’approvazione in questi due anni, dalla legge cosiddetta ‘spazza-corrotti’ fino all’ultimo decreto legge che impone il coinvolgimento della Direzione Nazionale e delle Direzioni Distrettuali Antimafia sulle richieste di scarcerazione”.

“Ringrazio gli interroganti perche’ mi danno la possibilita’ di chiarire alcuni punti importanti che auspico – senza crederci troppo- impediscano l’ulteriore degenerazione del dibattito surreale di questi giorni“.

BONAFEDE: CAPO DAP MIA SCELTA, ALTRE SONO ILLAZIONI CAMPATE IN ARIA

“Con riferimento alla recente nomina del nuovo Capo Dipartimento, ho seguito mie valutazioni personali nella scelta, la cui discrezionalita’ rivendico. Ogni altra ipotesi o illazione costruita in questi giorni da alcune forze politiche, e’ del tutto campata in aria perche’, come risulta anche dalla ricostruzione temporale dei fatti, le dichiarazioni di alcuni boss erano gia’ note al Ministero dal 9 giugno 2018 e quindi ben prima di ogni interlocuzione da me avuta con il diretto interessato”.

“Mi viene chiesto se e quali interferenze si siano manifestate sulla nomina di capo del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria nel 2018. La risposta e’ molto semplice: nel giugno 2018 non vi fu alcuna ‘interferenza’, diretta o indiretta, nella nomina del capo dipartimento dell’amministrazione penitenziaria. Punto. Non c’e’ nient’altro da dire”.

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6 Maggio 2020
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