FOTO | Accordo Hera-McDonald’s per far crescere differenziata. E intanto i rifiuti diventano arte

Un patto che porterà nei 28 ristoranti dell'Emilia-Romagna contenitori ad hoc per incentivare la raccolta differenziata. Se n'è parlato a Ecomondo, dove i rifiuti diventano pesci artistici
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RIMINI – Contenitori ad hoc per i rifiuti e educazione ambientale. Hera e McDonald’s uniscono gli sforzi per potenziare la raccolta differenziata in 28 ristoranti del gruppo in Emilia-Romagna, tra cui i tre aperti a Rimini. E per “formare” i 45.000 clienti che ogni giorno li frequentano a una maggiore attenzione ambientale. L’accordo biennale, presentato questa mattina alla stampa nella cornice di Ecomondo, il salone internazionale dell’economia circolare, coinvolge 14 Comuni nel territorio servito da Hera.

Un nuovo contenitore per i rifiuti

Nei ristoranti della multinazionale, spiega alla stampa l’amministratore delegato di Hera Stefano Venier, verrà introdotto un nuovo modello di contenitore per i rifiuti, personalizzato e dotato di una vestizione esplicita e intuitiva, che aiuti i clienti a separare meglio quanto rimane sul vassoio. D’altronde, sottolinea, “praticare la sostenibilità è un esercizio da fare in ogni gesto del quotidiano”, e aziende come Hera e McDonald’s “hanno l’obbligo di dare l’esempio”. 

 

Presto spariranno cannucce e cappuccio per i gelati

Dello stesso avviso il devolopment director di McDonald’s Italia, Alessandro Moscardi: con questo accordo “si educa il cliente a diversificare i rifiuti spiegando loro le modalità di conferimento”. Il gruppo ha già avviato il bando delle cannucce di plastica e del cappuccio dal gelato, mentre la sperimentazione dell’accordo a Ferrara ha permesso di raggiungere il 90% di raccolta differenziata. Non solo. Nei 600 ristoranti, con 24.000 dipendenti, un milione di clienti al giorno e 250 milioni di panini serviti in un anno, il 100% degli imballi di carta è certificato o riciclato. Questo accordo, conclude Moscardi, rappresenta “un’opportunità stupenda per essere incisivi nell’attenzione all’ambiente e vogliamo essere precursori per educare i clienti a quella che è una necessità”.

Anche attraverso i dipendenti appositamente formati per aiutare i clienti a indirizzare rifiuti. “L’obiettivo è il 90% di rifiuto riciclabile garantendo alta qualità. Siamo sicuri sarà un esito importante per ambiente e McDonald’s, ed Hera è il partner giusto”.

A ECOMONDO IL RIUSO SI TRASFORMA IN ARTE

E il riuso si trasforma anche in arte. Allo stand Hera in Fiera sono infatti in mostra diverse statue di specie marine realizzate con materiali di recupero per sensibilizzare sull’importanza della tutela dei mari. Tra pesci lanterna, pagliaccio e palla testimonial d’eccezione contro l’inquinamento nei mari è il capodoglio Giovanni, installazione di 12 metri realizzata con 2.200 contenitori per bevande.

DIFFERENZIATA A 62%, RECUPERO MATERIALE 92%, REPORT HERA

Tasso del riciclo dei materiali raccolti al 53%; riduzione dell’utilizzo delle discariche al 4%; riciclo degli imballaggi al 72. E una raccolta differenziata sul territorio servito sopra al 62%, con un recupero del materiale complessivamente raccolto al 92%. Sono i numeri, contenuti nel report “Sulle tracce dei rifiuti” giunto alla decima edizione, che raccontano l’impegno di Hera sul fronte dell’economia circolare, portato dall’ad Venier nel tradizionale appuntamento con la stampa durante la giornata inaugurale a Rimini di Ecomondo.

Stefano Venier

Il ruolo di Hera per lo sviluppo dell’economia circolare solo per i rifiuti vale 12 miliardi di euro. Nel 2018, entra nel dettaglio, “il territorio ha fatto passi in avanti sull’economia circolare”. E con il 53% di percentuale di rifiuti urbani riciclati si pone “a un passo” dall’obiettivo Ue del 55% al 2025, che con ogni probabilità verrà raggiunto già quest’anno con “sei anni di anticipo”. Anticipo che riguarda anche l’obiettivo di riduzione delle discariche al 10% nel 2035, “noi siamo già al 4%”, e gli imballaggi. “Risultati importanti”, insomma, sottolinea Venier, che pongono il territorio servito “al top del sistema italiano”.

Anche per questo Venier è convinto che la plastic tax contenuta nella manovra finanziaria “verrà rivista perché deve assolutamente escludere i prodotti riciclati. Verrà riprogettata anche riguardo al resto- chiosa- dato che dobbiamo costruire un percorso di transizione”. Il merito dei traguardi raggiunti va da un lato all’impegno dei cittadini, che ci guadagnano anche. Infatti, spiega l’ad, “una parte di quello che noi recuperiamo lo restituiamo a loro, nel 2018 si tratta di 32 euro a famiglia, un importo superiore al 10% della Tari”.

In Emilia-Romagna due impianti a biometano

Dall’altro alle soluzioni messe in campo da Hera, come “gli impianti che servono a restituire all’ambiente o all’industria un prodotto riciclato o, come nel caso dell’organico, biometano per la movimentazione dei mezzi”. In Emilia-Romagna, sono due gli impianti: nel bolognese per la produzione di biometano da rifiuti organici, a Ravenna dal biogas della discarica.

Filippo Brandolini

Il biometano, conferma il presidente di Herambiente, Filippo Brandolini, è “uno degli obiettivi strategici” del gruppo, “un esempio di politica in coerenza con l’economia circolare”. Sono infatti oltre 90, aggiunge, gli impianti della multiutility che “gestiscono rifiuti” nell’ottica dell’economia circolare e con “un ricorso minimo alla discarica”. Un’altra novità messa in campo dal gruppo si chiama Herasmarty, in vetrina in questi giorni a Ecomondo, che, spiega Venier, “nasce con l’obiettivo di fare meglio la raccolta differenziata in modo controllato”. I cassonetti si aprono da soli, consentono di non toccare nulla con le mani riconoscono chi conferisce i rifiuti per tracciare il virtuosismo delle persone”.

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5 Novembre 2019
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