Dieci anni fa l’omicidio del sindaco Vassallo, il Pd chiede la commissione d’inchiesta

Il presidente della Camera Roberto Fico: "La verità è un dovere morale"
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ROMA – La sera del 5 settembre di 10 anni fa, il sindaco di Pollica, Angelo Vassallo, “simbolo di legalità e di buona amministrazione, fu vigliaccamente ucciso nella sua città, probabilmente a causa della sua opposizione a pratiche illegali, al suo indefesso impegno a tutela del territorio e dell’ambiente e in difesa dell’integrità della comunità di Pollica, che lo portarono a sfidare a viso aperto la criminalità organizzata, ricorda Ubaldo Pagano, capogruppo Pd in commissione Bilancio alla Camera.

L’omicidio “di Angelo resta una ferita profonda nel cuore delle istituzioni repubblicane e della vita democratica del nostro Paese, un punto interrogativo che finora non ha ancora trovato risposte. Oggi, nel decimo anniversario della sua prematura scomparsa, la comunità democratica chiede con forza l’istituzione di una commissione d’inchiesta parlamentare per fare luce sul caso e restituire alla famiglia di Angelo, alla comunità di Pollica e agli italiani la verità su quanto accaduto quella sera. Il nostro auspicio è che sia dato seguito quanto prima alla nostra richiesta affinché anche i parlamentari possano coadiuvare il lavoro dell’autorità giudiziaria nell’esame del caso e dei nuovi elementi emersi in questi ultimi anni di indagini”, spiega Pagano.

FICO: “LA VERITÀ È  UN DOVERE MORALE”

“Dieci anni fa a Pollica, un piccolo comune del Cilento, veniva ucciso Angelo Vassallo. Era il sindaco del paese, ma soprattutto era un punto di riferimento della propria comunità, e non solo, per la sua integrità morale e per l’attenzione e sensibilità ai temi della legalità e dell’ambiente. Sul suo omicidio non sono ancora state accertate le responsabilità. Soddisfare l’aspettativa di verità e giustizia sul delitto costituisce un dovere morale, e questo non solo nei confronti della vittima, dei suoi familiari, e di una comunità profondamente scossa, ma anche di tutti quegli amministratori che lavorano assiduamente per il rinnovamento e la rinascita dei propri territori”. Lo dice il presidente della Camera, Roberto Fico, in occasione dell’anniversario dell’omicidio di Angelo Vassallo.

Per Fico “l’assassinio di Vassallo riflette infatti drammaticamente una triste realtà: quella di chi ogni giorno si trova a combattere contro un sistema di diffusa illegalità e violenza, e che con grande dedizione e senso del dovere non cede alla rassegnazione. Angelo Vassallo voleva rendere migliore il comune da lui amministrato, perseguendo modelli di sviluppo fondati sulla virtuosa conciliazione tra urbanizzazione, protezione dell’ambiente e benessere delle comunità locali. Ha pagato con la vita la sua costante ricerca del bene comune nel governare la cosa pubblica anche in contesti difficili, il rifiuto di ogni compromesso o cedimento alla sopraffazione e alla violenza criminale. Angelo Vassallo è uno straordinario esempio di come non solo si possa ma si debba dare voce e soddisfazione ai bisogni della collettività anziché agli interessi particolari. Il suo ricordo deve servire a stimolare una risposta sempre più ampia e partecipe della società civile contro tutte le pratiche collusive e contro le tante forme di corruzione e illegalità che ancora affliggono il nostro Paese. Ciò richiede impegno, rigore, sensibilità civica e, soprattutto, grande ostinazione nel non rinunciare mai ad immaginare la possibilità di creare un Paese migliore, sulla scorta dell’esempio di Angelo Vassallo”.

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5 Settembre 2020
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