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Minori, Rizzotti: “Il giudice assuma informazioni al di là dei servizi sociali e Ctu”

maria rizzotti
La senatrice di Forza Italia: "Vogliamo semplificare e controllare il sistema degli affidi"
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ROMA – “Sappiamo, tra i fascicoli esaminati, di alcuni bambini, in diverse parti di Italia, che ripetono frasi slogan del tipo: ‘Non vogliono vedere la mamma’, o che chiedono di esser dati in adozione, mentre tanti chiedono della propria mamma. Cosa accade nelle case famiglia? Sappiamo, sempre dai fascicoli esaminati, anche di assistenti sociali che vanno a cena con l’avvocato della controparte. Siamo rimaste allibite nel leggere stesse cose, su varie denunce, provenire da diverse parti d’Italia. Perché una madre alla quale è stato tolto un figlio, spesso senza alcuna logica e dopo la denuncia di violenza, non può vederlo per anni?“. Tante le osservazioni e motivazioni che la senatrice di Forza Italia e Vicepresidente della Commissione d’inchiesta sul femminicidio, Maria Rizzotti, ha approfondito, intervistata dalla Dire, sugli emendamenti proposti in materia di riforma del processo civile e affido dei minori, in modo particolare dopo le separazioni per violenza.

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“L’emendamento 15.0.8/2 – ha spiegato – vuole introdurre misure di protezione del bambino, far sì che il giudice proceda all’ascolto diretto del minore anche con un esperto, che ci sia coordinamento con altre autorità, che si abbrevino i tempi processuali, e soprattutto che il giudice assuma più informazioni al di là della relazione dei servizi sociali e delle Ctu. Semplificare e controllare il sistema degli affidi è lo scopo di questi emendamenti. Sono in Commissione Affidi – ha ricordato Rizzotti – e proprio ieri in audizione al ministro Orlando ho posto delle domande, come, ad esempio, chi controlla che nelle case famiglia se ci sia assistenza sanitaria e psicologica adeguata”.


La Vicepresidente della Commissione Femminicidio ha parlato del “potere dei servizi sociali come da monitorare, perché abbiamo il problema della vittimizzazione secondaria dei bambini. Nella scorsa legislatura – ha proseguito – ero in Commissione infanzia e da un’indagine conoscitiva sugli affidi erano emerse storie simil Bibbiano, ancor prima del caso a tutti noto. Faccio anche parte della Commissione d’inchiesta sui fatti orrendi del Forteto e l’ho voluta fortemente”.


Tra i casi analizzati dalla Commissione Femminicidio Rizzotti ha parlato di “40 bambini tolti alle madri dopo la denuncia di violenza o di abusi. Ci sono storie – ha spiegato – in cui questi bambini stanno da anni senza poter vedere la madre ed è emerso che il 21% dei giudici minorili aveva coninteresse economico diretto nelle case famiglia che, a seconda della Regione, percepiscono dai 90 ai 120 euro al giorno a bambino. Un dato che mi turba molto. Chiedo controllo, un protocollo per le case famiglia e anche per le case rifugio dove vengono accolte le donne vittime di violenza con i loro figli”.


Altro tema cardine emerso dalla Commissione Femminicidio quello della “formazione, per servizi sociali e magistratura”. E sulla false denunce? “Ci saranno – ha detto Rizzotti – ma questo non toglie il problema giuridico da riconoscere e risolvere. Abbiamo anche chiesto modifiche al codice rosso – ha concluso – perché l’iter resta lunghissimo. Vogliamo il braccialetto elettronico e che il decreto di allontanamento sia a carico del molestatore non della vittima”.

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