Metro C, niente Amba Aradam: la stazione si chiamerà Marincola, come il partigiano nero

L'Aula Giulio Cesare approva, ma il M5s si divide. Raggi: "Voto simbolico sui valori dell'antifascismo"
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ROMA – Virginia Raggi lo aveva già annunciato giovedì scorso, oggi l’Assemblea capitolina lo ha ratificato. Dopo una petizione online che ha raccolto migliaia di firme e nonostante il ‘no’ del VII Municipio – motivato oggi in Aula dalla minisindaca Monica Lozzi con “problemi di toponomastica”, assicurando che “nessuno di noi è fascista” – la futura stazione della metro C di Roma che collegherà quelle di San Giovanni e dei Fori Imperiali verrà intitolata alla memoria dell’italo-somalo Giorgio Marincola, il primo partigiano nero d’Italia, e non – come originariamente previsto seguendo la toponomastica della via dove insisterà la struttura – all’Amba Aradam, l’altopiano montuoso del Tigrè dove 84 anni fa 20.000 etiopi vennero massacrati dai gas e dai bombardamenti della guerra coloniale fascista.

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L’Assemblea capitolina ha infatti approvato con 27 favorevoli, 3 contrari e 4 astenuti una mozione a prima firma dei consiglieri del M5S, Agnese Catini e Giuliano Pacetti, che impegna la sindaca e la Giunta proprio a intervenire per “l’intitolazione della stazione ‘Amba Aradam’ della metro C a Giorgio Marincola”. Giorgio Marincola, ha spiegato Catini illustrando il documento all’Aula, “è stato un partigiano del quartiere dove ho vissuto per oltre 50 anni, Casal Bertone. Un giovane somalo di padre italiano e molto attaccato ai valori della libertà, che invece di arruolarsi in quell’epoca triste combattè come partigiano nei giorni della Liberazione di Roma e poi più a nord, dove venne catturato e ucciso dai tedeschi. Come fatto già da questa amministrazione cancellando dalle vie i nomi degli scienziati che firmarono il Manifesto sulla razza- ha sottolineato la consigliera M5S- penso sia importante dare oggi un segnale intitolando a questo ragazzo una fermata che oggi porta il nome di una cruenta battaglia coloniale. La sua è una storia molto bella che merita di essere ricordata”.

Di altro avviso, sostenendo la posizione di Lozzi e della sua maggioranza municipale, oltre al centrodestra anche due consiglieri del M5S, Enrico Stefano e Gemma Guerrini, che al momento della votazione si sono astenuti. “Marincola merita un’attenzione maggiore rispetto a una via a Cesano- ha puntualizzato Stefano- ma la risposta non può essere intestargli una stazione della metropolitana, che segue da sempre regole diverse e cioè la toponomastica: nessuno chiama la stazione Termini ‘stazione Giovanni Paolo II’, eppure è intitolata a lui. Piuttosto intitoliamogli una via a Casal Bertone o la stessa via dell’Amba Aradam”. A questo punto, in Aula è intervenuta direttamente la sindaca Raggi, chiedendo alla sua maggioranza e agli altri gruppi di “andare oltre i tecnicismi. Questa mozione oggi ha soprattutto un valore simbolico: all’Aula si chiede di prendere posizione rispetto a una parte della storia che talvolta viene negata, rivista o manipolata. Non si chiede il tecnicismo, che poi si risolve- ha sottolineato la prima cittadina- ma come l’Aula vede e vuole leggere determinati eventi della storia, in particolare rispetto a una figura come quella del giovane partigiano nero. Che cosa vuole fare l’aula Giulio Cesare, qual è l’idea della storia che quest’Aula ha? Quale vuole essere la nostra identità? Credo sia indubbio che tutti noi ci riconosciamo nei valori dell’antifascismo che ci hanno portato a essere qui, tutti con le nostre divergenze e diversità di opinioni politiche. Oggi- ha concluso Raggi- si chiede un voto simbolico, l’Aula coraggiosamente dovrebbe dare un segno. Il tecnicismo, ripeto, viene dopo”.

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4 Agosto 2020
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