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Affido minori, Giannone (FI): “Psicologi forensi credono nell’alienazione parentale”

veronica giannone
"La Pas emerge spesso sull'assunto che i minori siano manipolati dalla madre denunciante che non viene ritenuta una vittima di abuso ma colpevole di manipolare"
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di Laura Monti

ROMA – “La Pas non è riconosciuta dalla Comunità scientifica, ma è sempre più utilizzata dalle ctu per allontanare i minori dalle madri”. Così l’onorevole Veronica Giannone (Forza Italia) nel suo intervento di oggi al ‘question time’ rivolto alla ministra della Giustiza Marta Cartabia. “La Suprema corte l’ha definita una teoria psico-forense e ha detto che il giudice non deve limitarsi a recepire le ctu ma deve accertare che non ci siano devianze dalla scienza medica ufficiale. La Pas emerge spesso sull’assunto che i minori siano manipolati dalla madre denunciante che non viene ritenuta una vittima di abuso ma colpevole di manipolare”, ha concluso.

“In particolare per le prove che risultano dalle ctu, il giudice è sempre tenuto a valutarne l’attendibilità e il fondamento sul piano scientifico”, ha risposto la ministra Cartabia, “l’alienazione parentale non è riconosciuta come disturbo dalla stragrande maggioranza della comunità scientifica e la Cassazione ribadisce continuamente che non si possono adottare provvedimenti giudiziari che siano privi di supporto scientifico.

Il ministro della Giustizia non può mai intervenire sull’attività giurisdizionale. Tuttavia nella Riforma sul processo civile si prevedono innovazioni, rafforzamenti e tutele in materia di famiglia e minori. Le ctu devono attenersi a protocolli e metodologie riconosciute dalla Comunità scientifica. Nella Riforma è poi prevista l’istituzione di un albo di ctu relativo a neuropsichiatria infantile, a psicologia evolutiva infantile e giuridica e forense, oltre a un elenco di requisiti per accedervi“, ha concluso.

“Dalle oltre 40 interrogazioni che ho depositato da ottobre 2019 su casi tutti diversi, tutte erano legate alla Pas o altre denominazioni simili”, ha replicato Giannone, “il ministero della Giustizia può disporre delle ispezioni. Tanti bambini sono stati allontanati fino ad oggi per la Pas e sono in casa famiglia, alcuni sottratti pochi giorni fa e in modo violento. Nella Riforma ci sono delle cose che non vanno e al prima riguarda l’inserimento nell’albo degli psicologi forensi. Sono loro che insegnano a riconoscere la Pas- ha incalzato infine Giannone- se li inseriamo nell’albo inseriamo chi crede nella Pas”.

MURONI: “CON LA VIOLENZA NON SI PUÒ MEDIARE”

“Accade che non si tenga conto della violenza nelle questioni di affido, contrariamente a quanto stabilito nella Convezione di Istanbul”. Così l’onorevole Rossella Muroni nel ‘question time’ di oggi alla ministra della Giustizia Marta Cartabia. “Gli episodi di violenza sono raramente considerati dalle ctu che dovrebbero solo supportare i giudici ma spesso li sostituiscono. Succede che un bambino venga affidato solo al padre o a una casa famiglia anche se rifiuta il padre. Di questo rifiuto viene incolpata la madre sulla base della Pas (sindrome di alienazione parentale). La scienza dice che questa sindrome non esiste ma di fatto viene applicata nei tribunali italiani”, ha concluso. La ministra ha risposto assicurando che queste questioni “sono oggetto di interventi importanti nella riforma del processo civile. Come ha sottolineato anche tempo fa il ministro della Salute Roberto Speranza, la Pas non è riconosciuta dalla comunità scientifica e la Cassazione non la ritiene utilizzabile tanto più in materia di allontanamento dei bambini dalla famiglia”.

La Riforma, ha proseguito la ministra, interverrà dando “più strumenti al giudice per intervenire in tutela del minore. Sull’intreccio fra allontanamento e violenza denunciata dalla madre, la riforma rafforza l’articolo 64 del codice di procedura penale che prevede un coordinamento fra il giudice penale e civile quando c’è violenza da accertare”. Inoltre, “stiamo monitorando l’applicazione del codice rosso con una raccolta dati in tutti i tribunali e stiamo chiedendo, con lettere e richieste alla scuola superiore di magistratura, di disporre percorsi formativi specifici su questo tema, dedicati alla violenza di genere”, ha concluso la ministra. “In questi mesi ho incontrato decine di madri definite alienanti, malevole, ostative, assorbenti”, ha replicato Muroni. “Io le definisco disperate. Barricate in casa. Noi siamo a volte andate con deputate sotto le loro case madri per impedire l’allontanamento dei minori. A loro non so più spiegare perché lo Stato invece di proteggerle le punisce. Mi dicono che era meglio non denunciare perché le botte erano meglio dei figli rubati. È una situazione che porta all’affido anche a un uomo violento. Si dà poco credito a testimonianze minori, spesso nemmeno si ascoltano. È prassi diffusa che bambini siano ascoltati solo dai consulenti. Io spero che la riforma accolga anche lavoro della Commissione femminicidio. La bigenitorialità è un diritto dei bambini, non dei genitori e con la violenza non si può mediare mai”.

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