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In Nuova Zelanda video-appello delle gang di strada ai maori per il vaccino anti-Covid

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Bande rivali si uniscono per sensibilizzare sull'immunizzazione
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ROMA – Leader di bande di strada ritenute anche criminali, e a volte acerrime rivali, si uniscono in un video-appello a favore della vaccinazione contro il Covid-19 rivolto alle comunità di cui fanno parte, spesso emarginate e vulnerabili. Succede in Nuova Zelanda, dove sette tra gli esponenti più in vista delle quattro maggiori gang nazionali hanno lanciato un messaggio a favore dell’immunizzazione in un filmato messo a punto di concerto con il ministro dello Sviluppo della popolazione maori, Willie Jackson.

Stando al quotidiano New Zealand Herald, l’idea è emersa da un incontro tra i rappresentanti delle gang e il titolare del dicastero dedicato ai popoli originari. Non sarebbe un caso: stando a dati rilanciati dal quotidiano britannico The Guardian, a oggi il 70 per cento dei contagiati dal Covid-19 nel Paese sarebbe o parte della comunità maori o di quella dei nativi delle isole del Pacifico. Due gruppi sociali, questi, che insieme costituiscono poco più di un quarto della popolazione totale.

La percentuale dei cittadini maori vaccinati si aggirerebbe poi intorno al 72 per cento con almeno una dose, quando la media nazionale è dell’88 per cento. “Mi sono fatto somministrare un paio di dosi e ti chiedo di fare altrettanto”, dice nel video Denis O’Reilly, membro a vita dei Black Power. Dagli storici rivali della Mongrel Mob, lo stesso appello: “Non si tratta solo di gang, si tratta di whanau”, scandisce un esponente, Harry Tam, in riferimento al concetto maori di famiglia nel suo senso più esteso. Gli altri due gruppi a comparire nel video, che dura quattro minuti, sono gli Head Hunters e i King Cobras.

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