La raccolta firme per sfiduciare Salvini fa scattare la rissa nel Pd

Calenda: "La questione è semplice: vogliamo sfiduciarci tra di noi, vogliamo sfiduciare Salvini o vogliamo sfiduciare i nostri elettori?"
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

ROMA – “Ecco qui. Con 15 minuti di duro lavoro ho fuso le due petizioni per le dimissioni di Salvini. Che ne dite Renzi, Gentiloni e Zingaretti facciamo questo sforzo di unità? Daje Pd”. Lo scrive su twitter Carlo Calenda, eurodeputato Pd.

In un successivo tweet aggiunge: “La questione è semplice: vogliamo sfiduciarci tra di noi, vogliamo sfiduciare Salvini o vogliamo sfiduciare i nostri elettori? Terzo obiettivo quasi completato”.

Su facebook scrive: “I Comitati civici di Matteo Renzi e il Partito Democratico stanno raccogliendo le firme per DUE DIVERSE petizioni per le dimissioni di Matteo Salvini. Esiste un limite all’autolesionismo. Sono bastati 15 minuti per fonderle in una sola petizione (allegata). Premesso che non credo particolarmente a questo tipo di iniziative, se proprio dobbiamo portarle avanti almeno evitiamo di esporci al ridicolo. Quello che propongo ad entrambi è semplice definite un testo comune (quello allegato è piuttosto equilibrato) e raccogliete INSIEME le firme”.

CALENDA: BASITO DA ASTIO RISPOSTE COMITATI AZIONE CIVILE

“Sono basito dall’astio nelle risposte dei membri dei Comitati di azione civile. Mi pare chiaro che la priorità non è sfiduciare Salvini ma sfiduciare chiunque non sia Renzi. Questo modo di comportarsi è dannoso per tutti, in primis per la reputazione di una straordinaria stagione di Governo”. Lo scrive su twitter Carlo Calenda.

PD. RENZI: STOPPIAMO RACCOLTA FIRME, ALTRI BLOCCHINO OSSESSIONI AD PERSONAM

“Ho promesso di non parlare delle discussioni interne al Pd perché litigare tra noi in presenza di un Governo come questo è allucinante. Purtroppo anche oggi ci sono polemiche inspiegabili sul fatto che i bravissimi comitati di Azione Civile hanno presentato una raccolta firme per la mozione di sfiducia a Salvini”. Lo scrive su facebook Matteo Renzi.

“Ricordate la storia- aggiunge-: alcuni di noi hanno proposto di portare il Ministro dell’Interno in Parlamento attraverso una mozione di sfiducia. Il gruppo dirigente del Pd ha bloccato questa iniziativa, definendola sbagliata. E noi abbiamo di conseguenza fermato le macchine. Poi quando finalmente il PD ha fatto la mozione di sfiducia era troppo tardi per votarla in Aula prima di settembre. Non mi è sembrato un capolavoro, ma ormai è andata. Ho personalmente chiesto allora una mobilitazione online per tener vivo da qui a settembre lo sdegno contro ciò che Salvini ha fatto. Abbiamo raccolto in due giorni più di trentamila firme. Oggi ci viene detto che la raccolta firme va bloccata, sostituita o unita a quella improvvisamente annunciata dalla segreteria del PD”.

“Avverto forte il rischio di cadere nel ridicolo- prosegue Renzi-. E per questo dico che stoppiamo subito la raccolta firme – che avrebbe dovuto continuare fino al 12 settembre – e così evitiamo ogni polemica. Sono sempre dell’avviso che una parte rilevante del Pd stia attaccando ancora il Matteo sbagliato: aver bloccato l’intervento al Senato, la scelta come responsabile delle riforme costituzionali di un parlamentare che ha votato NO il 4 dicembre, gli attacchi contro le misure dei nostri Governi, le aperture ai Cinque Stelle non solo in Sicilia”.

“Ma diciamo che il tormentone di agosto non può essere il derby sulla raccolta firme- continua-. Mentre Salvini e Di Maio combinano danni, che si fa? Si continua a litigare all’interno? Ma dai. Se il gruppo dirigente del Pd ha cambiato idea e adesso finalmente vuole la sfiducia meglio. Noi blocchiamo la nostra raccolta di firme, spero che altri blocchino le loro ossessioni ad personam. Buon weekend a tutti”.

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Leggi anche:

3 Agosto 2019
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»