Operazione San Gennaro, arrestati giudice di Ischia e altre 4 persone. Sospetti contatti con la camorra

I reati contestati sono corruzione per l’esercizio della funzione, corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio, corruzione in atti giudiziari, traffico di influenze illecite, millantato credito, tentata estorsione, favoreggiamento personale
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ROMA – Dalle prime ore di questa mattina è in corso un’operazione anticorruzione della Polizia di Stato, coordinata dalla Procura della Repubblica di Roma, nei confronti di un giudice napoletano e altri quattro soggetti indagati, a vario titolo, per i reati di corruzione per l’esercizio della funzione, corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio, corruzione in atti giudiziari, traffico di influenze illecite, millantato credito, tentata estorsione, favoreggiamento personale.

La Squadra Mobile di Roma sta eseguendo l’ordinanza di applicazione di misura cautelare personale a carico dei 5 indagati e contestuali perquisizioni. Nell’operazione, denominata ‘San Gennaro’, si indaga anche su collegamenti tra gli indagati e appartenenti alla camorra.

Gli arresti sono arrivati al termine di un’articolata attività investigativa coordinata dalla locale Procura della Repubblica. Nella mattina di oggi, mercoledì 3 luglio, la Squadra Mobile di Roma ha dato esecuzione all’ordinanza di applicazione della misura della custodia cautelare in carcere emessa il 27 giugno scorso dal gip presso il Tribunale di Roma, su richiesta della locale Procura della Repubblica, a carico di Alberto Capuano, gip presso il Tribunale di Napoli – sezione distaccata Ischia (Na);  Antonio Di Dio, consigliere circoscrizionale della X municipalità di Bagnoli (Na); Valentino Cassini,  libero professionista nel commercio al dettaglio di prodotti via internet; Giuseppe LIccardo,  pregiudicato (clan Mallardo di Giugliano); nonché la misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti di Elio Buonaiuto, avvocato del Foro di Napoli.

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