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Coronavirus, il contagio sta rallentando? Sileri: “Troppo presto per dirlo”

Il viceministro della Salute frena sull'ipotesi di un rallentamento del virus e ammette: "Possibile che circoli in Italia da gennaio"
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ROMA – “Se il Coronavirus in Italia ha registrato una prima frenata? Questo l’ho letto dai giornali, ma aspetterei a parlare di frenate, e’ troppo presto per poter stimare eventuali rallentamenti del virus dai numeri che abbiamo”. Risponde cosi’ il viceministro della Salute, Pierpaolo Sileri, interpellato dall’agenzia Dire sul tema oggi a Roma a margine della presentazione del report annuale del Centro nazionale trapianti.

“Se l’incubazione, come sappiamo, e’ dai 2/8/10 fino ai 14 giorni- ha proseguito Sileri- e abbiamo avuto un’ondata con quello che e’ stato considerato il paziente uno (ma poi vedremo se veramente lo era, anche se ormai sappiamo dov’e’ il focolaio), e’ chiaro che bisogna aspettare alcuni giorni per capire se vi sono soggetti che in altre zone, e lo stiamo vedendo perche’ nelle altre regioni d’Italia ci sono dei casi satellite che derivano da quella zona, c’e’ un’altra ondata”.

Per questo ieri Sileri durante un’intervista aveva parlato di “ondata”, perche’ essendoci un periodo di incubazione del virus “dobbiamo aspettare per vedere se c’e’ questo rallentamento oppure se ci aspettiamo altri casi. Ma questo lo dobbiamo verificare”.

Secondo il viceministro la cosa importante e’ che “abbiamo due focolai distinti, in Veneto e Lombardia, e tutti gli altri casi derivano direttamente o indirettamente da passaggi o contatti con persone di quel luogo. Quindi finche’ la situazione e’ cosi’ e’ abbastanza sotto controllo, perche’ tu hai il caso, lo tracci, lo confini, cioe’ metti in quarantena, lo ricoveri se hai dei sintomi, fai il test. In questo modo la situazione e’ abbastanza sotto controllo, ma secondo me e’ ancora un po’ presto per dirlo”, ha concluso.

SILERI: IPOTIZZABILE FOSSE GIÀ IN ITALIA, MA SERVONO INDAGINI

“Se e’ possibile che il Coronavirus circolasse gia’ sotto traccia in Italia? Questo lo lasciamo dire a tutte le indagini epidemiologiche che si fanno in itinere. Ora, e’ ipotizzabile che magari fosse qui da noi gia’ da meta’ gennaio“. Risponde cosi’ il viceministro della Salute, Pierpaolo Sileri, interpellato dall’agenzia Dire sul tema oggi a Roma a margine della presentazione del report annuale del Centro nazionale trapianti.

“Se poi il virus lo ha portato un cinese che e’ andato in Cina e poi e’ tornato, oppure un italiano che lavorava in Cina e che poi e’ tornato- ha proseguito Sileri- questo secondo me si potra’ ricostruire piu’ avanti, in parte grazie alle indagini sul virus stesso in parte anche grazie al suo andamento epidemiologico. Dovremo osservare anche l’andamento negli altri Paesi europei“.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

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