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Cafà (Cifa): “L’Europa non ceda al ricatto sull’energia dell’Algeria”

Algeri ha sospeso forniture alla Spagna dopo la crisi con il Marocco
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ROMA – “Sono molto preoccupato per quanto sta accadendo in queste ore tra Algeria, Marocco e Spagna in merito alla scelta unilaterale algerina di non rinnovare l’accordo sul gasdotto Maghreb-Europa (Gme). Questo potrebbe determinare aumenti del costo dell’energia in tutta Europa”. Lo ha dichiarato Andrea Cafà, presidente dell’associazione delle imprese Cifa Italia.

“L’Europa – ha continuato Cafà – deve rigettare la strumentalizzazione dell’energia come arma politica e di ricatto. È possibile che si stia aprendo una nuova crisi che porterà a un aumento del costo del gas per i cittadini e per le imprese del nostro continente. Serve, dunque, un intervento dell’Europa deciso e determinato”.

Per il presidente di Cifa Italia, “il Marocco non può essere estromesso perché la sua stabilità è determinante ai fini di un dialogo sereno e produttivo con il continente africano per la costruzione di un’area euromediterranea”. Domenica il presidente dell’Algeria, Abdelmadjid Tebboune, ha annunciato che Sonatrach, la compagnia di Stato per l’energia, interromperà le esportazioni di gas tramite il gasdotto che rifornisce la Spagna e il Portogallo e che passa attraverso il Marocco. Il contratto di fornitura è infatti scaduto nella mezzanotte di domenica scorsa e non è stato rinnovato. La mossa segue un’escalation di tensioni diplomatiche tra Algeri e Rabat, accusata dalle autorità algerine di “atti ostili che minacciano l’unità nazionale”.

A settembre lo scontro ha portato anche alla rottura delle relazioni diplomatiche. Rabat da allora continua a respingere le accuse. A contribuire alle tensioni sono la normalizzazione delle relazioni tra Marocco ed Israele e il nodo del Sahara occidentale, territorio controllato dal Marocco dove la popolazione di origine saharawi, sostenuta da Algeri, vorrebbe erigere un proprio Stato.

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