Di Battista o Disfattista? Il ‘barricadero’ vuol prendersi il M5S

L'editoriale del direttore Nico Perrone per Direoggi
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ROMA – Nel Movimento hanno cercato in tutti i modi di neutralizzarlo, promettendogli questo o quel posto a livello dirigenziale. Ma Alessandro Di Battista, dopo aver fatto il turista in giro per il mondo, è tornato e vuol prendersi la leadership del Movimento.

Ieri il primo violento attacco a tutta l’attuale dirigenza, a partire dal reggente Crimi per arrivare all’ex amico Di Maio, accusati di aver ridotto il Movimento come l’Udeur, una microformazione politica creata a suo tempo da Clemente Mastella che brillò per poco e finì nel dimenticatoio.

Stasera il ‘barricadero’ calerà di nuovo la clava, nell’intervento ad ‘Accordi & Disaccordi’ la trasmissione di Andrea Scanzi su canale 9. “È chiaro che punta a far fuori Crimi e Di Maio, vuol prendersi il Movimento e fare lui il capo politico – dice una fonte ‘grillina’ – nel Movimento c’è qualche timore ma la maggioranza non pensa che Dibba abbia un gran seguito, anche a livello della base lo considerano un turista che ogni tanto fa politica… adesso, per dire, si presenta come professore per un corso di giornalismo a pagamento con la crisi dell’editoria che c’è…”.

Pesante il commento di Giancarlo Cancelleri, viceministro ‘grillino’: “Spero non si trasformi in Disfattista”. Per quanto riguarda la puntata di stasera, dentro il Movimento pensano che Dibba “si presenterà come alternativo, vedrete che presenterà pure un programma politico per tornare ad essere puri e duri, dirà che appoggia la ricandidatura di Virginia Raggi a sindaca di Roma… Abbiamo lavorato per anni per arrivare a governare, per fare davvero le cose per i cittadini e adesso questo ci vuol far tornare al nulla“.

Tra i due litiganti, Dibba e Di Maio, Crimi gode. Nel Movimento, infatti, qualcuno giudica questo scontro all’ultimo sangue tra gli ex amici come l’occasione per Crimi di allungare ancora la sua ‘reggenza’ per altri mesi, mentre Di Maio vuol decidere presto nuova linea e nuova leadership, collegiale sì ma con lui che dirige.

Intanto Casaleggio, padrone della piattaforma Rousseau, con tempismo perfetto (concordato con Dibba?) oggi ha comunicato a tutti i parlamentari ‘grillini’ che per colpa dei morosi, quelli che non hanno sganciato i 300 euro mensili, saranno tagliati i servizi finora offerti. Una situazione paradossale, nel momento in cui il Governo chiederà al Parlamento di prolungare lo stato di emergenza per fronteggiare la ripresa dell’epidemia, quando c’è bisogno di soluzioni immediate ai tanti problemi del Paese, c’è qualcuno che pensa a terremotare l’alleanza di governo e aprire una crisi. È la natura del personaggio, che se ne frega del contesto e cerca l’applauso, come “il boia che sogna eternamente i complimenti del condannato per la qualità dell’esecuzione” scriveva il grande Stanislaw Jerzy Lec.

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