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Bonaccini: “Occorre fissare un orizzonte di riapertura per categorie nel dramma”

stefano bonaccini
Il presidente dell'Emilia-Romagna e della Conferenza delle Regioni vuole essere fiducioso e vede tutti gli italiani vaccinati tra sei mesi: "Potremmo uscire da questo incubo"
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BOLOGNA – Con l’ultimo decreto, “credo che il Governo abbia fatto bene a prendere un principio di precauzione”. Ma ora, suggerisce il presidente dell’Emilia-Romagna e della Conferenza delle Regioni Stefano Bonaccini, occorre “provare a fissare un orizzonte” di riapertura “per alcune categorie che sono nel dramma”. Visto che “il picco qui almeno pare che da una settimana lo abbiamo scavallato e si scende abbastanza lentamente- premette Bonaccini, stamane ad Agorà, su Raitre- dobbiamo evitare che per la foga di riaprire in due giorni si rischi di ripiombare nel dramma”.

Ma occorre “dare delle prospettive”, dice Bonaccini, modulando le riaperture delle diverse categorie economiche. Il governatore fa l’esempio degli operatori del wedding, incontrati di recente, che “non lavorano da un anno e mezzo”, ma anche parrucchieri ed estetisti. “Fino a poche settimane fa- ricorda Bonaccini- potevano lavorare anche in zona rossa. erano stati lasciati aperti perché si presumeva che non fosse lì il problema. Il mio timore, come ci arriva voce, è che se presto non riaprono si spostino le persone in casa dei privati”.

“IMMUNI TRA SEI MESI PER EVITARE LA QUARTA ONDATA”

Voglio essere fiducioso che tra sei mesi avremo vaccinato tutti gli italiani”. Ci spera Stefano Bonaccini, con un avviso: “Non fosse così vorrebbe dire che continuerebbe il mancato impegno sui contratti da parte delle multinazionali. Se in Italia fossero arrivate tutte le dosi che dovevano arrivarci, oggi non avremmo risolto tutti i nostri problemi ma saremmo qui a parlare di un altro scenario”. Il presidente dell’Emilia-Romagna e della conferenza delle Regioni torna su punto stamane ad Agorà, su Raitre. In autunno, “quando potrebbe arrivare la quarta ondata”, grazie al vaccino “noi potremmo uscire da questo incubo”. Sul mancato arrivo del numero di dosi promesse nel primo trimestre dell’anno, secondo Bonaccini, l’Ue “qualche domanda deve farsela, è evidente che la responsabilità sta in capo a chi deve produrre e mantenere gli impegni. È evidente che qualcosa non ha funzionato e in questi tre mesi non so se il mancato impegno sia stato sanzionato e non si è visto che abbiano rimediato”.

Ma Bonaccini tocca anche il tema degli errori delle Regioni: “L’organizzazione, una volta che arrivano le dosi, è responsabilità nostra, se in qualche caso sono stati fatti errori, in buona fede, è giusto riconoscerlo e rimediare immediatamente. Noi potremmo fare il doppio o anche di più, il problema è che ci manca la materia prima”.

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