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Bologna torna a mobilitarsi per Zaki, appello online a Mattarella

Patrick Zaki
La notizia dell'ulteriore proroga di 45 giorni alla carcerazione dello studente egiziano innesca l'immediata reazione della sua città adottiva: l'8 febbraio l'iniziativa di Alma Mater per presentare una richiesta al presidente della Repubblica
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BOLOGNA – A un anno dalla carcerazione, e con un’ulteriore proroga di 45 giorni della prigionia da scontare appena confermata, per Patrick Zaki non si ferma l’appello che arriva da Bologna per la sua liberazione. L’Alma Mater ha organizzato per il prossimo 8 febbraio una nuova iniziativa, per ingigantire l’eco di questa richiesta. Con un evento online aperto a tutti, sulla pagina Facebook e Youtube dell’Ateneo di Bologna, alle 9.30 sarà presentato all’indirizzo del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, l’insieme delle città italiane che questi mesi si sono mosse per lo studente egiziano in carcere a Il Cairo. All’appuntamento interverranno il rettore Francesco Ubertini, il sindaco Virginio Merola e il governatore Stefano Bonaccini. Tre studenti leggeranno poi alcune delle mail che da Bologna e dall’Italia sono state inviate a Zaki. Infine l’artista Gianluca Costantini, già autore della sagoma di Patrick, icona della richiesta di liberazione, disegnerà un motivo grafico per unire gli studenti al loro collega e amico egiziano. All’evento si uniranno anche sindaci delle città che hanno conferito a Zaki il titolo di cittadino onorario.

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“Come le colleghe e i colleghi di Patrick e la comunità universitaria e cittadina tutta- afferma Ubertini- siamo molto preoccupati e angosciati per la sua detenzione, che riteniamo immotivata. L’impegno per Patrick vede unita l’intera comunità dell’Università di Bologna e di molti altri atenei nazionali e internazionali. Quando, durante una visita in carcere, gli è stato fatto sapere che Bologna gli aveva conferito la cittadinanza onoraria, e come Bologna altre città italiane, Patrick ha espresso con emozione ed entusiasmo la sua gratitudine, per quello che lui aveva già chiamato ‘il popolo gentile italiano’, comunicando il suo profondo desiderio di riprendere i suoi studi e di ritornare in quella che ora è anche la sua città”.

Il rettore insiste: “Patrick deve tornare qui, a Bologna, per continuare i suoi studi, deve tornare nella città che ama e che lo ha adottato, deve tornare nel Paese che guarda con preoccupazione alla sua condizione attuale. Diritti culturali, civili e umani esigono la sua liberazione”, afferma Ubertini. Zaki è iscritto al master europeo ‘Gemma’ in studi di genere, coordinato dall’Alma Mater, ed era arrivato in Italia nel settembre 2019 grazie a una borsa di studio ‘Erasmus Mundus’, ottenuta dopo la selezione tra 600 domande (29 le borse assegnate in tutta Europa, di cui tre a Bologna).

“Fatemi uscire il prima possibile da qui, voglio tornare all’università a studiare”, ha scritto Patrick in una delle sue prime lettere. “Mi mancano casa, famiglia, gli amici, gli studi. Vorrei che tutto questo finisse e vorrei tornare ai miei studi”, sono i messaggi che il ragazzo ha inviato dal carcere in questo anno di prigionia.

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