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Oltre 50.000 firme per la cittadinanza italiana onoraria a Zaki

Patrick Zaki
Mentre si attende la decisione dei giudici prevista per oggi, il comitato di Bologna Station to Station ha raccolto le adesioni necessarie per richiedere che lo studente egiziano diventi a tutti gli effetti cittadino onorario italiano
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BOLOGNA – Oltre 50.000 firme in sole due settimane per chiedere che Patrick Zaki diventi a tutti gli effetti cittadino italiano. Sono quelle raccolte da Station to Station, comitato nato a Bologna con lo scopo di tenere viva la memoria delle 85 vittime della strage alla Stazione di Bologna del 1980. “Il 2 agosto è oggi anche in Egitto, nel carcere dove Patrick Zaki è ingiustamente detenuto”, spiegano i promotori della raccolta firme, descrivendo il 2 agosto come “simbolo di sopruso e prevaricazione, si rinnova e si ripete in ogni parte del mondo dove l’inaccettabile vile barbarie del terrorismo colpisce innocenti per imporre un governo autoritario”. E se Zaki la settimana scorsa è diventato cittadino onorario di Bologna, sempre da Bologna parte la richiesta per dare a Zaki la cittadinanza italiana. “Chiediamo- spiegano i promotori- che il nostro Paese, che nel frattempo continua a fare affari di ogni genere con l’Egitto, dia un segnale fortissimo. La concessione della cittadinanza italiana per meriti speciali”.

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In questo momento, le firme sono oltre 50.000, ma aumentano minuto dopo minuto e molto probabilmente raggiungerà a breve il nuovo obiettivo delle 75.000 firme. “Di parola in parola, di firma in firma, da un’iniziativa all’altra, perché ‘smuovere’ coscienze si può e perché ‘la vita è quel che ti succede mentre sei impegnato a fare altri programmi’, come direbbe John Lennon. Ecco, intanto la petizione va ad alta velocità”, scrive il comitato Station to Station. Una volta raggiunte le 50.000 firme la petizione arriverà direttamente al ministero degli Esteri e al suo ministro, Luigi Di Maio, oltre che ai presidenti della Repubblica, Sergio Mattarella e del Consiglio, Giuseppe Conte.

OGGI LA DECISIONE DEI GIUDICI SULLA DETENZIONE

Ieri al Cairo si è svolta l’udienza sul rinnovo della detenzione cautelare di 45 giorni per lo studente egiziano, arrestato lo scorso 7 febbraio con l’accusa di sedizione tramite i social network, accusa dalla quale Zaki si è sempre proclamato innocente. Ieri, come riferisce l’Egyptian initiative for personal rights (Eipr) – ong con cui Zaki collaborava prima dell’arresto – in aula oltre agli avvocati erano presenti anche delegazioni dell’Unione europea, del Canada, dell’Olanda, dell’Italia e della Francia. La decisione dei giudici è attesa per oggi.

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