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Aung San Suu Kyi a processo in Myanmar: rischia fino a 15 anni di carcere

Aung San Suu Kyi
La 75enne, Nobel per la pace, è accusata di aver violato diverse norme, tra cui di aver accettato una tangente da mezzo milione di dollari
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ROMA – Si apre oggi il processo per corruzione contro Aung San Suu Kyi, Premio Nobel per la pace nonché ex consigliera di Stato del Myanmar, deposta dalla giunta militare al potere da febbraio. Se condannata, “The Lady” rischia fino a 15 anni di carcere. Già accusata di aver accettato una tangente da mezzo milione di dollari, Suu Kyi, 75 anni, dovrà affrontare l’imputazione per “corruzione” e “abuso di potere”.

Subito dopo il golpe, i militari l’avevano accusata di aver violato diverse norme, dal possesso illegale di un walkie talkie al mancato rispetto di protocolli anti-Covid, fino all’incitamento di disordini pubblici. A metà settembre una prima udienza era stata rimandata a causa dei “problemi di salute” dell’ex consigliera.

Suu Kyi, a capo della Lega nazionale per la democrazia, agli arresti domiciliari da quando l’esercito ha preso il potere, non ha contatti con il mondo esterno se non tramite i suoi legali, autorizzati a incontrarla e a parlare con i media.

I parenti di Suu Kyi hanno definito le accuse “ridicole”. Stando alle fonti internazionali, la magistratura militare mirerebbe ad allontanare la Premio Nobel dalla vita politica, eliminando così il principale riferimento anti-giunta. In Myanmar, le forze di opposizione del Nug, il governo di unità nazionale, hanno denunciato il golpe dei militari e dato inizio a una serie di attacchi armati.

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