Il carcere minorile milanese per ora è Covid-free: proseguono Dad e attività

L'Istituto Beccaria, che ospita al momento 29 ragazzi, ha avuto solo due falsi positivi e sta continuando con colloqui, lezioni e momenti ricreativi
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di Nicolò Rubeis

MILANO – “La criticità maggiore che riscontriamo nel carcere minorile Beccaria di Milano è legata ai ritardi del sistema sanitario relativi ai disagi psicologici, spesso connessi alla dipendenza di sostanze stupefacenti. È su questi interventi, preclusi dalla mancanza di adeguati supporti terapeutici, che dobbiamo lavorare”. L’allarme viene lanciato durante la commissione consiliare Carceri-Pene-Restrizioni del Comune di Milano da Maria Carla Gatto, presidente del Tribunale dei Minori meneghino. Per il resto l’istituto, che ora ospita 29 ragazzi (la metà di questi appellati o imputati), come sottolinea la direttrice del carcere minorile Beccaria e della casa circondariale di Bollate Cosima Buccoliero, ha retto bene all’urto della pandemia: “Non abbiamo registrato troppi problemi, né casi di contagio, se non per due falsi positivi e un numero ridotto di persone che hanno contratto il Covid-19 tra il personale”, assicura Buccoliero.

Gli accorgimenti più importanti, l’istituto ha dovuto prenderli dal punto di vista della logistica. Al momento infatti, sono ancora due le stanze destinate all’isolamento di eventuali positivi. “Abbiamo dovuto bilanciare le esigenze di tutela della salute con la necessità di mantenere un minimo di attività all’interno del carcere minorile- prosegue- nel periodo più duro dell’emergenza sanitaria abbiamo subito attivato, per esempio, le lezioni scolastiche da remoto”.

La scuola, anche grazie all’utilizzo di tablet arrivati appositamente all’istituto, è proseguita senza mai interrompersi, così come i colloqui in presenza tra i ragazzi e i familiari, “ma ci siamo organizzati però- sottolinea Buccoliero- anche per quelli da remoto”. Non si sono mai fermate nemmeno le altre attività, come i laboratori di musica, cinema e teatro. Intanto proseguono i lavori di ristrutturazione dell’istituto che porterà la casa circondariale a una capienza massima a regime di 60-70 giovani detenuti, come ha annunciato Francesca Perrini, dirigente del Centro per la Giustizia Minorile della Lombardia, con la speranza però “di non dover mai arrivare” a quelle cifre di presenze registrate.

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