Gli articoli della Dire non sono interrotti dalla pubblicità. Buona lettura!

“Io, finto morto, finito su milioni pacchetti sigarette per foto da 200 euro”

Un paio di servizi fotografici fatti a Berlino due anni fa. E poi si è ritrovato sui pacchetti di sigarette di mezzo mondo
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

ROMA – Nel 2012 fece un paio di servizi fotografici a Berlino. Quattro anni dopo scoprì che il suo ‘corpo morto’ era finito su milioni di pacchetti di sigarette in Europa, come avvertimento sui rischi del fumo. Tom Fraine racconta al quotidiano britannico ‘The Guardian‘ la sua storia, iniziata rispondendo ad un annuncio che, senza specificare i dettagli, cercava modelli e modelle per delle foto sul tema della dipendenza del tabacco. Compenso: 100 euro. Tom venne selezionato, poi arrivò il giorno dello shooting: “Andai in uno strano studio fotografico e mi dissero di togliermi tutti i vestiti– dice-. Mi fecero sdraiare su un letto, mi chiesero di assumere espressioni angosciati ed iniziarono a scattarmi foto”.

Con lui, nello studio fotografico, c’erano anche altre persone che inscenavano varie situazioni: dalla ‘donna triste in sedia a rotelle‘, all”uomo che soffia il fumo sulla faccia di un neonato’. Ma Tom non si fece molte domande, anzi, decise di partecipare ad un secondo shooting, sempre a Berlino, questa volta per un compenso di 200 euro.

Mi dipinsero la faccia di grigio– racconta- mi misero in una sacca e mi portarono all’obitorio. Devo dire che quel contesto mi spaventò, soprattutto quando il fotografo serrò la sacca con la cerniera”. Tom trovò poi un lavoro nell’ambito della recitazione: “Mi divertii ancora per qualche anno- fa sapere- ma alla fine tornai a Londra e quelle foto diventarono solo un vecchio ricordo“.

Ma nell’autunno del 2016, Tom ricevette un’email da un suo amico di Berlino, che diceva: “Sei tu?“. Ad accompagnare la scritta, una foto di Tom ritratto ‘morto’ su un pacchetto di sigarette. “Andai in una tabaccheria e vidi la mia gigantografia sul muro dietro la cassa- racconta ancora al ‘The Guardian‘- ma ero dappertutto, vedevo continuamente la mia faccia nei pub, per strada, nei negozi. Era strano. Senza contare che i pacchetti di sigarette erano distribuiti in tutti e 28 i Paesi dell’Unione europea!”.

Tom, che ora lavora per la startup ‘Workify’, dice di aver conservato alcuni dei pacchetti come ricordo. “Aver guadagnato 300 euro per milioni di riproduzioni del mio corpo nudo non è stato sicuramente un affare- scherza- ma spero che quegli avvertimenti almeno funzionino”. E infine tiene a sottolineare: ‘Ah, io non fumo eh!“.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Agenzia DIRE - Iscritta al Tribunale di Roma – sezione stampa – al n.341/88 del 08/06/1988 Editore: Com.e – Comunicazione&Editoria srl Corso d’Italia, 38a 00198 Roma – C.F. 08252061000 Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»