Governo, prof D’Alessandro: “Sembra una Repubblica semipresidenziale”

ROMA – Giovanni D’Alessandro, vicepreside della Facoltà di Giurisprudenza, professore ordinario di Istituzioni di Diritto Pubblico presso l’Università Niccolò Cusano, e Federico Girelli, docente di Diritto Costituzionale sempre presso l’Unicusano, sono intervenuti nel programma ”Legge o Giustizia” su Radio Cusano Campus per analizzare la crisi politica che sta vivendo l’Italia. “In questa vicenda sono accaduti dei fatti di rilievo eccezionale– ha detto il professor D’Alessandro-. In passato il presidente della Repubblica aveva sì svolto un ruolo di moral suasion nei confronti dei Presidenti del Consiglio per la nomina dei ministri, ma mai era accaduto che un Presidente bloccasse la nomina di un intero Governo che si preannunciava avere la maggioranza parlamentare. Oggi la nostra sembra una Repubblica Semipresidenziale in cui il Presidente della Repubblica ha un ruolo attivo e non formale. La nostra scienza costituzionalistica tradizionale ha sempre sostenuto che il potere del Presidente della Repubblica nella nomina dei ministri su proposta del Presidente del Consiglio fosse da intendersi come proposta vincolante. È ammesso qualche aggiustamento, ma non era mai stato ipotizzato il blocco totale della nascita del Governo”.

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Bisogna aver rispetto di forze politiche che hanno raccolto un così grande consenso popolare

“Tutta la vicenda presenta delle specificità e delle anomalie che impongono una riflessione- ha sottolineato Girelli- bisogna aver rispetto di forze politiche che hanno raccolto un così grande consenso popolare. Questo consenso va gestito ed incanalato all’interno del funzionamento delle istituzioni repubblicane. Qui l’esigenza era quella di dare un Governo al Pese. Penso che tutti abbiano operato in buona fede. Il Presidente della Repubblica ha ritenuto di dare il suo consiglio nell’ambito delle sue attribuzioni costituzionali. Le forze politiche protagoniste evidentemente non hanno ritenuto sussistenti tutte le condizioni politiche per poter dare vita ad un governo”.

Mattarella poteva fare quello che ha fatto?

“La Costituzione attribuisce al Presidente della Repubblica un potere di nomina sulla proposta del Presidente del Consiglio- ha ripreso Girelli- la proposta non è un’imposizione. Resta il fatto che un Presidente incaricato dovrebbe avere una consistente maggioranza parlamentare che lo sostiene. Fare politica è anche questo, trovare la strada per raggiungere l’obiettivo. In questo caso si è deciso di arrestarsi”. Per D’Alessandro “non si può dare una risposta univoca e semplice. Il Diritto costituzionale si rivela nella pratica. Anche col Presidente Napolitano si erano verificati atteggiamenti attivi e propulsivi. Deve essere evitata una crisi istituzionale per non bloccare il Paese. M5S e Lega, tra i tratti atipici che si sono manifestati, avevano sottoscritto un contratto, avallato anche da Mattarella, ed avevano detto esplicitamente che il Governo sarebbe stato un mero esecutore del contratto. Quanta autonomia avrebbe quindi avuto il Ministro dell’Economia?”.

Fratelli d’Italia e Movimento 5 Stelle vorrebbero mettere Mattarella in stato d’accusa

“Non mi sento di condividere le valutazioni di queste forze politiche- ha detto D’Alessandro- Cominciare una procedura del genere bloccherebbe le istituzioni e non si otterrebbe neanche di andare a votare a breve. Penso possa essere qualcosa di propagandistico. Non metto in dubbio che ci possa essere un margine di valutazione, ovvero che sia ipotizzabile in astratto la messa in stato d’accusa, ma non penso sia opportuno vista la situazione del Paese”. “Ci sono i presupposti in questo caso specifico? Direi proprio di no” ha chiosato Girelli.

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29 maggio 2018
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