VIDEO | Ilaria Cucchi: “Tutto deciso a tavolino dai vertici dei Carabinieri fin dall’inizio. È sconfortante”

Lo sfogo al termine dell'udienza in Corte d'Assise nel processo bis, in cui sono emersi nuovi falsi ad opera del comando dei Carabinieri: fecero avere al ministro Alfano documenti falsificati che lo convinsero a dare la responsabilità alla Polizia penitenziaria
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ROMA – “Ascoltare in un’aula di giustizia che c’erano i superiori dei Carabinieri coinvolti, in questo nuovo processo per la morte di mio fratello, che gia’ sapevano tutto dal principio e hanno deciso tutto a tavolino, lo dico come sorella di Stefano e come cittadina, fa veramente venire un enorme sconforto. Spesso si discute, si parla e si critica il fatto che la famiglia Cucchi ha preso un grande risarcimento.

Quei soldi sono andati tutti in spese in questi ormai quasi 10 anni, buttati, grazie a persone che sapevano tutto e che si sono nascoste. La nostra vita e’ devastata, ci abbiamo rimesso in soldi, in salute, nella nostra normalita’”. Cosi’ Ilaria Cucchi, al termine dell’udienza in Corte d’Assise nell’ambito del processo relativo a falsi e depistaggi sulla morte del fratello Stefano.

Si è giocata una partita truccata con carte segnate. Una partita sulle spalle di una famiglia. Qui c’è in gioco la credibilità di un intero sistema”. A dirlo il pm Giovanni Musaro’ in aula in apertura di udienza in Corte d’Assise nel processo bis sulla morte di Stefano Cucchi sui falsi e sui depistaggi, che vede imputati cinque carabinieri.

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L’ACCUSA: IN ATTI CC DEL 2009 ANTICIPATE CONCLUSIONI MEDICO LEGALI

Atti falsi e circostanze definite “inquietanti” emergono dalle nuove carte depositate oggi dal pm Giovanni Musaro’ in apertura dell’udienza in Corte d’Assise al processo sul caso Cucchi.
“Fra la fine dell’ottobre e l’inizio del novembre 2009 in alcuni atti ufficiali interni all’Arma dei Carabinieri compaiono gia’ le conclusioni cui sarebbero pervenuti i medici legali nominati dalla Procura di Roma sei mesi dopo”, ha detto il pm illustrando il contenuto delle nuove carte.

“Gia’ in quegli atti si diceva che non c’era un nesso di causalita’ tra le botte e la morte di Cucchi, che una delle fratture era risalente nel tempo e che i responsabili del decesso erano solo i medici. Tutto cio’ era stato scritto non solo quando i consulenti erano ben lontani dal concludere il loro lavoro ma quando la Procura doveva ancora nominarli. Questo lascia sconcertati”, ha detto Musaro’ ricordando come nelle ‘informative’ dei Carabinieri “l’anemia” messa a verbale da Cucchi diventa “anoressia” e si parla di un attacco di epilessia che il giovane geometra avrebbe avuto in caserma e che invece non c’e’ mai stato: “La circostanza e’ stata smontata in dibattimento”, ha concluso Musaro’.

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27 Febbraio 2019
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