Omicidio Desirée, l’avvocato del padre: “Ma quale boss della droga, è distrutto dal dolore”

ROMA – Gianluca Zuncheddu viene descritto dalla stampa come un boss della droga, è così?Assolutamente no. Non ha una sola sentenza definitiva ma un unico procedimento per violazione della legge sugli stupefacenti, tra l’altro molto datato, per il quale è a piede libero ed è ancora in corso il primo grado di giudizio al Tribunale di Latina. Conosco Zuncheddu da diversi anni, si è sempre interessato della figlia, ha sempre cercato di starle vicino, tant’è che quando ha avuto dei problemi la madre ha sempre chiamato lui”. Lo ha detto l’avvocato Oreste Palmieri, legale di Gianluca Zuncheddu, papà di Desiree, la ragazza di sedici anni morta nello stabile abbandonato di San Lorenzo a Roma, intervenuto a Radio Cusano Campus nella trasmissione “Cosa succede in città”, condotta da Emanuela Valente. L’avvocato Palmieri ha parlato dei precedenti penali di Zuncheddu e del rapporto con la figlia.

Perché la madre di Desiree ha denunciato il marito per stalking?

“Quando si sono lasciati un paio di anni, come accade in molte separazioni c’era risentimento. Ci sono stati dei litigi e sempre a causa delle figlie, perché Zuncheddu e Mariottini hanno anche un’altra figlia più piccola”.

Non poteva avvicinarsi all’abitazione dei Mariottini ma Desiree continuava a vederla?

“La vedeva spesso, avevano rapporti normalissimi di padre-figlia. Nell’ultimo periodo, quando ci sono state le denunce, Desiree cercava di prendersi i propri spazi, come accade a molti figli di genitori separati, se avessero una famiglia unita alle spalle quegli spazi gli verrebbero concessi perché sarebbero più controllati. Negli ultimi due anni la situazione di Desiree è degenerata”.

Gianluca Zuncheddu aveva capito che Desiree stava vivendo un momento difficile?

“Zuncheddu non sapeva niente, non poteva nemmeno immaginarlo”.

Si sente in colpa per non essere riuscito ad aiutarla? Come sta?

E’ un uomo distrutto dal dolore, come per qualsiasi altro padre che deve affrontare una tragedia del genere, una persona che non riesce nemmeno a parlare per il dolore che sta vivendo”.

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26 Ottobre 2018
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