Vaccini, Sip: “Ottenere la piu’ ampia copertura e’ cruciale”

ROMA – “Vaccinero’ mio figlio”. Con questa dichiarazione la ministra della Salute, Giulia Grillo, ha confortato la Societa’ italiana di pediatria (Sip) in tema di vaccini. “Una dichiarazione che vale piu’ di mille normative di legge, perche’ rassicura tutta la popolazione sul fatto che chi ha la responsabilita’ della Salute crede fermamente nei vaccini e vuole vaccinare il figlio. Il punto cruciale adesso e’ come ottenere al meglio la piu’ ampia copertura vaccinale possibile”, spiega alla Dire Alberto Villani, presidente della Sip. La normativa sull’obbligo vaccinale per le 10 vaccinazioni e’ nata “dalla constatazione che esisteva una situazione non soddisfacente in riferimento alle coperture vaccinali, che rappresentava e rappresenta un rischio di sanita’ pubblica. Pericolo- continua il presidente della Sip- testimoniato dal fatto che nel 2017 in Italia si e’ verificata una delle piu’ importanti epidemie di morbillo descritte. Per questa epidemia l’Organizzazione mondiale della Sanita’ (Oms) aveva collocato l’Italia tra le 5 nazioni a maggiore rischio infettivologico. Eravamo in compagnia di nazioni che di certo non hanno i nostri standard di vita: Afghanistan, Pakistan, Nigeria e Romania. Una collocazione inspiegabile in una delle prime potenze mondiali”.

Nacque allora un progetto preciso: “Raggiungere entro tre anni dei livelli di copertura tali da mettere la popolazione in sicurezza. Questa era la progettualita’. L’altro aspetto importante e’ quello dell’equita’: fare in modo che in tutta Italia, indipendentemente da dove si abbia la fortuna o la sfortuna di nascere- sottolinea Villani- ogni bambino possa disporre di questa importantissima opportunita’ per la propria salute. Se, invece, la questione diventasse regionale, cio’ non aiuterebbe dal punto di vista dell’equita’. Significherebbe che a seconda di dove si risiede si hanno delle opportunita’, trascurando ad esempio la grande mobilita’. Ci sono delle regioni limitrofe in cui si potrebbero verificare situazioni diverse. Aspetto che non e’ auspicabile”.

La Societa’ italia di pediatria ha sempre promosso una corretta informazione presso le famiglie. “La Sip sta facendo di tutto affinche’ si torni a fare educazione sanitaria all’interno delle scuole, gia’ a partire dall’asilo. In questo modo- afferma il presidente- la popolazione potrebbe raggiungere una cultura sanitaria che renderebbe poi non necessario o indispensabile il dover parlare di alcuni temi, poiche’ farebbero parte della cultura propria di ogni individuo”.

Il primo punto, sintetizza Villani, “e’ quindi fare cultura sanitaria il piu’ possibile, iniziando gia’ dalla scolarizzazione precoce. Si tratta di principi di prevenzione generale e il conoscerli aiuterebbe tantissimo. In Italia c’e’ un analfabetismo sanitario dimostrato da moltissimi dati, non solo da quelli dell’Oms. Non molte persone hanno le idee chiare su tanti temi di Sanita’- ricorda Villani- e adesso, approfittando della normativa esistente, e’ importante poter parlare di vaccinazioni in maniera quanto piu’ dettagliata possibile”.

Di fatto i risultati raggiunti “in questo primo anno sono stati sicuramente molto buoni. Nel Lazio in poco tempo, grazie all’impegno significativo del sistema sanitario, si e’ passati da una situazioni di quasi criticita’ sulla copertura vaccinale a tassi di copertura tra i migliori in Italia. Laddove lo stimolo a fare le vaccinazioni e’ stato ben raccolto e veicolato, il risultato e’ stato raggiunto. Laddove girano notizie non vere, le fake news- puntualizza il pediatra- queste tendono a rimanere confinate in un mondo che ascolta poco le altre realta’. L’unica soluzione e’ cercare il confronto diretto con tutte queste persone. I bambini devono essere tutelati perche’ un bambino non vaccinato per alcune malattie e’ a rischio di vita- conclude il presidente della Sip- perche’ la difterite uccide, la meningite uccide e cosi’ via”.

26 Luglio 2018
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»