Salvini a Livorno: “Prossimo sindaco sarà nostro, ne sono sicuro”. Fuori 3 ore di proteste contro di lui sotto la pioggia

LIVORNO – “Chi qua dentro, tre o quattro anni fa avrebbe pensato che ci saremmo trovati un venerdì pomeriggio, a Livorno, ad una settimana dal centrodestra che vince le elezioni e con la Lega che è primo partito in Toscana?“. E’ la domanda che Matteo Salvini rivolge alla platea di simpatizzanti del Carroccio raccolti nella sala della diocesi in via delle Galere, nel centro storico di Livorno.

“Nella Toscana che fu rossa, abbiamo eletto il sindaco di Grosseto, Arezzo, Pistoia, Cascina e il prossimo sarà il sindaco di Livorno. Ne sono sicuro. Non più i compagni mascherati da grillini”. A Livorno, infatti, “abbiamo un’idea sul porto, sulle infrastrutture. E dove i giardinetti siano a disposizione di mamme e bambini e non di tossici e spacciatori. Dove si possa andare al parco giochi senza l’armatura”. Salvini, inoltre, spiega di star facendo “una campagna elettorale bellissima”. Ma allo stesso tempo “impegnativa e faticosa: ho perso 3.5 chili e questo mi fa solo bene“, confessa.

 

‘FUORI’ 3 ORE DI PRESIDIO: “VIA SALVINI DA LIVORNO”

E’ durato circa tre ore il presidio in centro della “Livorno antifascista“, organizzato dai collettivi e dagli antagonisti per protestare contro al presenza di Matteo Salvini nella città labronica. “Antifascisti dal 1591, le leggi livornine. Qui nessuno è straniero. A Livorno il razzismo non passerà“, è stato scritto nel maxi striscione affisso nel viale degli Avvalorati (chiuso al traffico), a circa 150 metri dalla sala parrocchiale dove il leader della Lega ha incontrato i simpatizzanti del Carroccio. Dietro lo striscione circa 200 persone, molti giovani; davanti transenne, mezzi e uomini delle forze dell’ordine in assetto antisommossa a presidiare il ‘quadrato’, la zona rossa chiusa al pubblico durante l’iniziativa leghista.

I manifestanti, sotto la pioggia, si sono affacciati poi in via delle Galere, ad una cinquantina di metri dalla sala parrocchiale. In strada il coro ritmato “Via Salvini da Livorno“, gli insulti alla Lega fascista ma anche offese al vescovato per aver concesso lo spazio.

DENTRO LA FILA PER IL SELFIE

Dentro l’auditorium la fila dei militanti per farsi foto o selfie con il loro segretario, con tanto di ‘regole’ scandite al microfono appena conclusi gli interventi: “Si entra alla destra del palco, si esce alla sinistra fatto lo scatto ricordo“. La protesta è andata avanti così, senza tensioni o contatti con le forze dell’ordine.

“Siamo stati compatti, uniti. Abbiamo detto il nostro no al razzismo, al fascista Salvini. Livorno è questa, non solo sputi”, hanno detto al termine ricordando quello che invece è successo ai danni di Giorgia Meloni, pochi giorni fa.

23 Febbraio 2018
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