A Ravenna un super wifi per lo storytelling live nei siti Unesco

Ravenna sempre più smart city grazie al lavoro di Acantho, società del gruppo Hera, e al progetto che porta all'installazione di 42 oasi wifi

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RAVENNA – Una rete sempre più potente, gratuita e accessibile in libertà. E al servizio dei luoghi più attrattivi della città, a partire dagli otto monumenti Unesco. Ravenna si scopre sempre più smart city grazie al lavoro di Acantho, società del gruppo Hera, e al progetto che tra il 2017 e il 2020 porta all’installazione di 42 oasi wifi. Con accesso totalmente libero, dunque senza password, e gratuito, e una velocità che arriva a 100 Mbps, permettendo per esempio di vedere in contemporanea su Netflix fino a 333 film in qualità standard, a un turista di scaricare 500 contenuti audio in streaming, a una azienda di potere effettuare circa 1.000 chiamate Skype oppure 60 videochiamate in hd.

“Ci muoviamo verso un mondo che non conosciamo”, per cui “l’infrastrutturazione digitale e l’accessibilità diffusa alla rete rappresentando una grande sfida”, sottolinea il sindaco di Ravenna, Michele De Pascale, durante il convegno di questa mattina in Biblioteca classense per presentare il progetto di implementazione del wifi cittadino. C’è infatti una “cittadinanza diversa” tra chi ha accesso alla rete e chi no. Così come un’azienda più connessa può puntare a performance migliori. L’obiettivo dell’amministrazione è dunque “utilizzare le opportunità che offre la rete per valorizzare la crescita e lo sviluppo del centro storico, all’interno del quale, seduti a un bar o su una panchina, si possa studiare, lavorare e fruire il patrimonio culturale“.

Il programma di lavori da 300.000 euro, entra nel dettaglio l’assessore a Ravenna digitale, Massimo Cameliani, è scattato nel 2017 e l’ultimo intervento riguarda il potenziamento di access point già esistenti e l’installazione di nuovi hot spot: dopo i 12 del 2017, ne sono stati installati 19 quest’anno per un totale di 20 oasi, alle quali si aggiungono le sette dei siti Unesco, servite da 60 hot spot, 22 dei quali “mimetizzati” per non deturpare l’impatto visivo dei monumenti. “Siamo diventati matti per le antenne dei siti Unesco, non è stato facile neanche da un punto di vista legale e giuridico“, ci scherza su l’assessore. Altre cinque oasi sono in programma per l’anno prossimo. Sempre con accesso libero, una scelta “politica” del Comune che diventa attrattiva per turisti e imprese. Questi due anni di lavoro, prosegue Cameliani, sono il frutto di “un lavoro di squadra”, dopo la scelta di abbandonare il vecchio operatore e di rivolgersi a Hera. Con le partecipate che offrono servizi, come la multiutility ma anche Start Romagna e Azimut, serve maggiore dialogo e integrazione, stimola Cameliani, “devono pensare al cittadino in maniera onnicomprensiva”. Insomma serve “maggior dialogo” anche per una migliore gestione dei dati in loro possesso. Intanto prenderanno anche il via anche i lavori per la fibra ottica casa per casa: “Ravenna sarà il primo Comune e dai residenti servirà un po’ di pazienza per le strade rotte, ma si soffre oggi per una città all’avanguardia domani“.

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21 Novembre 2018
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