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Bce, Fortuna (Unicusano): “Tassi invariati e qe come si prevedeva, rassicurazioni”

ROMA –  “Con le rassicurazioni di Draghi, rivolte al fatto che la Bce sarà pronta a prolungare oltre dicembre il livello di Quantitative Easing se necessario, qualche preoccupazione è emersa riguardo alla riduzione della crescita dell’inflazione che dall’1,4 di maggio è scesa a 1,3 di giugno, soprattutto al ridursi del prezzo del petrolio e dei prodotti energetici”. Lo ha detto il rettore dell’Università Niccolò Cusano, Fabio Fortuna, commentando con l’agenzia Dire le parole del presidente della Bce, Mario Draghi, in conferenza stampa.

Fortuna ha parlato di una “conferma della ripresa più significativa e solida, ma per quanto riguarda l’inflazione i primi mesi dell’anno erano stati caratterizzati da ritmi più intensi e che si pensava potessero portare in tempi relativamente brevi al raggiungimento del limite ritenuto sano del 2%”. Secondo Fortuna “anche per i prossimi mesi la crescita dell’inflazione dovrebbe risultare più o meno analoga a quella attuale. Draghi ha lasciato trasparire un minimo di preoccupazione per l’inflazione, e quindi il tapering, cioè la graduale rimozione dei recenti interventi di politica monetaria, potrebbe allontanarsi. Se entro l’anno l’inflazione non avrà dato segnali decisi di crescita, probabilmente la Bce potrebbe pensare di prolungare il Qe”.

Fortuna ha parlato anche di “tassi invariati, miglioramento del tasso di crescita e sviluppo dei Paesi dell’Eurozona dovuto a una maggiore espansione economica e a maggiori investimenti e nuova evidenziazione della necessità di procedere a riforme strutturali sempre più in linea con le esigenze dei singoli Paesi”. C’è stato poi un “apprezzamento dell’euro che ha superato 1,15 sul dollaro, dovuto al rafforzamento della crescita economica nell’Eurozona”. Bisogna, in conclusione, “essere ancora pazienti e prudenti anche in virtù del rialzo dei tassi Usa che Janet Yellen (presidente della Federal Reserve) ha affermato sarà più lento e graduale”.

20 luglio 2017

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