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Faceva propaganda per l’Isis, a Crotone arrestato un iracheno

ROMA – Un richiedente asilo iracheno è stato arrestato dalla Polizia per terrorismo a Crotone.

L’uomo, un 29enne, avrebbe fatto propaganda per l’Isis istigando alcuni residenti del centro Sprar ad entrare a far parte dell’Isis e a compiere atti violenti.

Le indagini, coordinate dalla Dda di Catanzaro diretta da Nicola Gratteri, sono state condotte dai poliziotti della Digos di Crotone. L’Iracheno, considerato dagli investigatori persona violenta, è accusato di associazione con finalità di terrorismo internazionale e istigazione a delinquere.

Le indagini della Polizia di Stato di Crotone e dalla Procura Distrettuale Antimafia di Catanzaro hanno permesso di captare una conversazione nella quale l’indagato riferisce alla sorella che, nonostante qualcuno gli avesse chiesto di rientrare nel suo paese d’origine per prendere parte alla “guerra santa”, la sua condivisione ai principi della Jihad, lo avrebbero spinto a rimanere in Italia per “redimere gli infedeli”, riferendo espressamente che “a queste persone dovrebbe essere tagliata la gola”.

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IL PROFILO DELL’ARRESTATO TRACCIATO DALLA POLIZIA

La Polizia spiega che è stato arrestato H.A.H., nato in Iraq nel 1988 per aver pubblicamente fatto apologia dello Stato Islamico, associazione con finalità di terrorismo internazionale, così istigando alla partecipazione alla medesima organizzazione terroristica internazionale ed alla perpetrazione di atti violenti con finalità terroristiche.

Va segnalato che in più occasioni ha apertamente manifestato la propria appartenenza all´Isis, e risulta, dalle indagini espletate dai poliziotti della Digos di Crotone, soggetto particolarmente violento e pericoloso, dedito alla quotidiana visione di video oltremodo cruenti riconducibili all´estremismo islamico.

La palese condivisione dei principi più radicali della religione islamica, nonché delle modalità terroristiche di imposizione degli stessi, da parte dell´indagato, emerge non soltanto dalla condivisione, con altri soggetti che così interessava a quelle vicende, sul proprio profilo facebook di filmati riconducibili al Califfato Islamico, ma ancor di più, nell´esaltazione degli attentati terroristici eseguiti da affiliati del Daesh in tutto il mondo, da ultimo quello compiuto a Manchester il 22 maggio.

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Con riferimento a tale ultimo grave attacco suicida, che ha registrato la morte di 23 persone e 122 feriti gravi, il cittadino iracheno arrestato ha manifestato compiacimento, esultando davanti ad altro coinquilino del centro Sprar in cui si trova ospite ed inneggiando alla Jihad con le usuali frasi pronunciate in occasione di atti terroristici e di martirio.

Durante un viaggio a Roma, particolarmente interessante risulta una conversazione ambientale nella quale il soggetto arrestato, riferisce al suo interlocutore che, mentre passeggiava tra le vie della Capitale, le sue fattezze, ovvero la barba lunga e l´aver portato al seguito una busta in plastica, hanno cagionato un particolare allarmismo, tanto che la polizia del luogo, interveniva controllandolo, a suo dire, molte volte, facendo risaltare nella circostanza che proprio quello era l´obiettivo che il prevenuto intendeva perseguire: cioè creare allarme e tensione in questo particolare periodo di ripetuti attacchi terroristici anche individuali.

Ad ulteriore riscontro dell´estremismo e del percorso di radicalizzazione intrapreso da H.A.H, nonché del suo atteggiamento volto a promuovere la Jihad, vi sono una serie di intercettazioni ambientali nel corso delle quali emerge come il predetto sia intento a visionare sul proprio smartphone numerosi video riconducibili all´ideologo Mullah Krekar, considerato uno dei principali ideatori dello Stato Islamico in Kurdistan.

19 giugno 2017

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