Zerocalcare prof per un giorno: “Il fumetto è un linguaggio diretto ma complesso”

Incontro realizzato nell'ambito del progetto 'La città incantata', promosso dalla Regione Lazio per avvicinare i giovani al mondo della letteratura disegnata
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

ROMA – Felpa, scarpe da ginnastica e linguaggio genuino. Se non fosse per la differenza d’età, Zerocalcare si potrebbe quasi confondere con i trecento ragazzi delle scuole superiori che questa mattina hanno visitato la sua mostra ‘Scavare fossati – nutrire coccodrilli’, allestita al Museo Maxxi di Roma. Un incontro realizzato nell’ambito del progetto ‘La città incantata’, promosso dalla Regione Lazio per avvicinare i giovani al mondo della letteratura disegnata, quella del fumetto.

Leggi anche: La luce nel fumetto: ecco ‘Educazione subatomica’ di Cnr e Zerocalcare

Dopo l’incontro con Sara Pichelli, disegnatrice di ‘Spider Man’, oggi a salire in cattedra è stato Michele Rech, non solo un fumettista ma anche un narratore dei nostri tempi, che ha approfondito con i ragazzi le tecniche e i messaggi delle sue opere. Un dialogo senza filtri che ha fatto emergere tutta la fragilità e la rabbia di una generazione, quella degli anni ’90, cresciuta tra precariato e disillusione.

“Quello che mi chiedo quando i giovani guardano la mostra è come riescono a decodificare le immagini degli ultimi 15 anni, che alludono a un tempo non lontanissimo, ma che a me sembra un’altra epoca geologica- commenta l’artista all’agenzia di stampa Dire- il fumetto è un linguaggio diretto ma complesso, quindi non è detto che i giovani lo capiscano subito”.

Eppure il suo messaggio arriva e scuote i giovani studenti

Elisa, 18 anni, ha letto tutti i suoi libri e li sta facendo conoscere ai fratelli più piccoli. “I suoi disegni a primo impatto sembrano brutti, ma sono interessanti i temi e il modo in cui li tratta- racconta alla Dire- per me è un vero mito, perchè mi fa pensare e allo stesso tempo ridere”. Per Lorenzo, invece, è “un autore che ha saputo esprimersi e raccontare le sue storie rimanendo attaccato al suo territorio”, mentre Veronica è affascinata dal “linguaggio diretto, perchè non si fa scrupoli a dire le cose come le pensa”.

Leggi anche: VIDEO | G8 di Genova, Zerocalcare disegna live per spese legali degli attivisti

Suddivisa in quattro percorsi tematici (Pop, Tribù, Lotte e Resistenze, Non-Reportage), la mostra ripercorre la carriera di Zerocalcare a partire dai primi lavori abbozzati sui taccuini fino alle locandine realizzate per scioperi e cortei. “Disegno fumetti da sempre- racconta ai ragazzi- ma solo dai 27 anni, quando ho aperto il mio blog, è cominciato a diventare un lavoro”. Topolino, Corriere dei piccoli e Lupo Alberto la sua fonte di ispirazione, assieme ai supereroi e ai manga. “Nei fumetti cerco di scrivere nella maniera più fedele la realtà che vivo- aggiunge, per poi offrire un consiglio ai ragazzi- quando fate un fumetto cercate di andare sempre avanti senza fermarvi alle imperfezioni. I fumetti non devono essere belli ma comprensibili.” I ragazzi, infatti, al termine degli incontri con gli artisti dovranno realizzare un racconto a fumetti prendendo spunto dalle illustrazioni dei loro idoli. Il percorso sperimentale, curato dal Progetto ABC (Arte Bellezza Cultura), si rivolge alle scuole superiori di Roma e del Lazio, i cui lavori migliori saranno pubblicati in un volume. “Vorrei riprendere dal suo stile l’espressione che riesce a trasmettere nei suoi disegni”, commenta Marco, studente dell’isituto grafico Rossellini di Roma, che disegna sin dai tempi delle medie. Per lui la tavola più incisiva è quella scelta per rappresentare la mostra: un enorme cuore rosso che pulsa malgrado il grigiore che lo circonda.

di Chiara Adinolfi

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Leggi anche:

19 Marzo 2019
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»