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Macedonia, Colacino (Unicusano): “Atene cerca alleanza anti-turca”

ROMA – “L’accordo tra Atene e Skopje sul nome dello Stato di Macedonia e’ un accordo storico non tanto perche’ chiude una diatriba decennale, ma perche’ e’ un segnale chiaro da parte della Grecia in chiave regionale: esprime la volonta’ di riavvicinarsi alla Macedonia, probabilmente per costituire un’alleanza rispetto alla Turchia, che di recente e’ diventato un ‘vicino preoccupante’. E rappresenta anche il via libera di Atene all’annessione della Macedonia alla Nato e all’Unione europea”.

Cosi’ all’agenzia ‘Dire’ Nicola Colacino, professore associato di Diritto internazionale all’Universita’ Niccolo’ Cusano, a proposito dell’accordo raggiunto dai due governi balcanici sul nome della Macedonia, che ora si chiamera’ Repubblica di Nord Macedonia.

In un’epoca in cui “osserviamo gli Stati tornare a reclamare la sovranita’ nazionale, allontanandosi dai consessi internazionali e dalla solidarieta’ interstatale, e’ un fatto in controtendenza estremamente positivo”. La Grecia finora aveva sempre opposto il veto all’ingresso della Macedonia nella Nato e nell’Ue, “ma lo stesso premier ellenico Alexis Tsipras ha detto che superare il punto permettera’ di concentrarsi su contese piu’ importanti a livello regionale”, aggiunge Colacino, convinto che Atene voglia avvalersi dell’appoggio di Nato e Ue in chiave difensiva e politico-economica, anche alla luce del fatto che i Paesi balcanici stanno progressivamente convergendo verso Occidente. Al contrario, le recenti politiche di Ankara l’avrebbero isolata da quegli organismi e dai Paesi che ne fanno parte.
Ora l’intesa tra Atene e Skopje attende la ratifica dei due parlamenti e nel caso macedone ci sara’ anche un referendum. “Come spesso accade in questi casi – avverte l’esperto – in entrambi i Paesi si e’ formato un fronte che si oppone e cerchera’ di strumentalizzare la questione a fini politici”.

18 giugno 2018
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