Turismo, le vie dei pellegrini sul web per non perdersi (nulla)

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Turismo, le vie dei pellegrini sul web per non perdersi (nulla)

BOLOGNA – Se la nuova frontiera del turismo è il cammino a piedi – una commistione di lentezza, contemplazione e natura – di certo chi inizia un percorso può avere voglia conoscere la storia dei luoghi che vede, mangiare cibi genuini, avere la possibilità di riposarsi. Sapere come si chiama la piccola chiesa che si incontra, o dove si può riempire la borraccia con acqua buona. E allora l’Emilia-Romagna, che di cammini ne ha 14, quindi una buona parte dei 41 italiani, si attrezza per essere competitiva e cogliere al balzo la nuova tendenza. Anche perché, mentre sono in arrivo altri tre cammini (la via Romea germanica, la via delle Misericordie e la via della Lana e della seta), i dati già oggi parlano di circa 57.000 passaggi e 19-20.000 pernottamenti sulle 14 vie in nove mesi del 2017 e di circa 8.000 passaggi sulla sola via degli dei in un anno. Numeri grazie ai quali sono sorte nuove strutture ricettive.

E’ nato così, ed è appena stato rinnovato, il sito camminiemiliaromagna.it, sia in italiano che in inglese, consultabile da computer, palmari e cellulari e presentato stamane a Bologna. Si tratta di un elemento del Prodotto turistico Cammini, avviato nel 2016 grazie a un accordo tra l’assessorato regionale al Turismo e Conferenza episcopale dell’Emilia-Romagna che mette insieme molte informazioni utili per chi, appunto, si mette in cammino. Sul sito, che conta mappe scaricabili (per non perdere l’orientamento in caso di mancata ricezione del telefono), si trovano dunque le georeferenze di molti luoghi che toccano tutti gli interessi: quello naturalistico, storico, religioso, enogastronomico e persino il calendario degli eventi in corso lungo la via che si sta percorrendo.

Ci sono i posti dove dormire, gli agriturismi e i luoghi del gusto, i prodotti dop e igp che si possono gustare, le fattorie, i musei del gusto. Ma si trovano anche i parchi, i borghi, i santuari e le abbazie e persino le fontanelle per bere e gli alberi monumentali. Il turista può scegliere tra 4.700 strutture ricettive per dormire tra bed and breakfast, agriturismi, hotel o strutture di accoglienza religiosa, conoscere una o più delle 300 strutture che producono o vendono prodotti dop e igp, scegliere se visitare alcuni dei 2.732 i punti di interesse turistico mappati. Visto che i percorsi non si fermano ai confini dell’Emilia-Romagna, il sito ha anche i link all’Atlante nazionale dei cammini, così che il pellegrino una volta passato in un’altra regione non si trovi senza ‘bussola’.

Il modello del sito emiliano-romagnolo con tutte le sue informazioni, spiega la presidente Apt, Liviana Zanetti, “è nostro, ma stiamo lavorando con le altre regioni, a partire dalla Toscana, per cercare di uniformare tutto”. Intanto, ci sono altri elementi che saranno aggiunti sul portale, come per esempio i riferimenti a posti di polizia, guardie mediche e tutto ciò che concerne la sicurezza del viaggiatore. L’assessore regionale al Turismo Andrea Corsini, ammettendo “di aver avuto qualche perplessità all’inizio su questo prodotto” dice di essersi ricreduto, perché le vie sono “un condensato di bellezza, arte, natura ed enogastronomia che qui vengono integrate”. Per monsignor Carlo Mazza, vescovo delegato della Conferenza episcopale dell’Emilia-Romagna, “abbiamo un patrimonio complesso e diversificato e un territorio inimitabile da tenere tutelato e da offrire” e i cammini “sono un modo laico per rispondere alle domande fondamentali dell’uomo e alle sue esigenze profonde”.

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I cammini in Emilia-Romagna

Tre di questi storici tracciati sono europei e antichissimi: la via Francigena (che nel medioevo univa Canterbury a Roma e ai porti della Puglia e candidata al patrimonio Unesco), la Via Romea Germanica (che collegava Stade, nella Bassa Sassonia, a Roma) e la Via Romea Strata Longobarda – Nonantolana (dal nord e dall’est Europa a Roma). Oltre alla capitale, i cammini che attraversano la Regione e toccano un centinaio di comuni emiliano romagnoli collegano altri importanti luoghi di fede, da Padova ad Assisi, passando per l’Eremo di Montepaolo (Forlì-Cesena), Camaldoli (Arezzo), La Verna (Arezzo) e Monte Paolo (Forlì-Cesena).
 
Le vie che attraversano l’Emilia Romagna da ovest a est e segnalate sul sito, sono: la via degli Abati (129 km in regione), la via Francigena (143 km), la via dei Linari che attraversa l’Appennino parmense, la Via Matildica del Volto Santo (140,8 km), la via Romea Nonantolana (208 km), la via Romea Strata-tratto Romea Longobarda (200 km), la via degli Dei (66,5 km), il Cammino di Sant’Antonio (258 km), il Cammino di Assisi (72 km), la via Romea Germanica (260 km), il Cammino di San Vicinio (320 km), la Piccola Cassia che attraversa l’Appennino tra Bologna e Modena, il Cammino di Dante che collega Ravenna a Firenze e la via di San Francesco da Rimini a La Verna che passa dal Montefeltro.
17 aprile 2018
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