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Rutelli si tira fuori dalla gestione del Giubileo 2016: “ma occhio alla mobilità”

francesco rutelli“State tranquilli che non mi occupo io del Giubileo”. Si conclude con questa battuta l’intervista all’ex sindaco di Roma, Francesco Rutelli, intervenuto oggi a ‘Roma ore 10′ di Francesco Vergovich su Tele Radio Più.

“Non ho incarichi pubblici e non ne voglio, credo che la responsabilità spetti a chi ha quella istituzionale. Non ho alcuna intenzione di farlo”, ha ribadito Rutelli, precisando che “sono pronto a dare una mano di volontariato e non assolutamente ad assumere compiti che non mi spettano perché non ho una funzione istituzionale e chi ce l’ha è bene che la svolga”.

“C’è l’assoluta certezza che non si potranno fare opere, in otto mesi per come siamo messi a Roma la vedo dura aggiustare la viabilità- ha aggiunto l’ex sindaco- Sarà da fare un enorme lavoro di tipo organizzativo, logistico, di sicurezza, pulizia, decoro e organizzazione della mobilità” puntando sulla “possibilità per andare a piedi in un modo organizzato piuttosto che con i pullman”.

Secondo Rutelli “il Giubileo di Francesco sarà molto diverso da quello di Wojtyla. E’ evidente che il fatto stesso che sia stato indetto con appena 8 mesi di anticipo mentre quello di cambio di Millenio era iscritto nella storia e preparato con almeno con 4 anni di anticipo, ci fa capire che non ci saranno i grandi raduni che Wojtyla volle per tutte le categorie. Ricordo che ci fu il Giubileo delle forze dell’ordine, dei parlamentari, degli artisti, dei disabili, dei giovani, vennero più di due milioni di ragazzi da ogni parte del mondo e li riunimmo a Tor Vergata”.

Quindi, ha aggiunto l’ex sindaco di Roma, “si tratta di mettere insieme le forze più responsabili, le istituzioni, Comune, Regione e Governo. Dal punto di vista economico, non ci dovranno essere spese sostanziali visto che non si farebbe in tempo nemmeno a indire una gara. Se a Roma venissero invece dei 26 milioni del Giubileo del 2000 solo 10 milioni di persone, lo Stato solo di Iva incasserà molto e potrà destinare all’organizzazione non una cifra enorme ma penso ad alcune centinaia di milioni di euro con cui si fa lavoro di pulizia, una buona organizzazione, e si interviene su alcuni snodi della mobilità. Altrimenti rischiamo davvero la paralisi. Ce l’abbiamo già oggi, figuriamoci se arrivasse questa onda soprattutto non preparata e non governata”.

16 marzo 2015

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