Grillo: “Pensiamo a sconti in palestra per chi vuole dimagrire”

Per chi intraprende un percorso per perdere peso (sotto la guida di medici) potrebbero arrivare agevolazioni per frequentare palestre o impianti sportivi, che "non sono alla portata di tutti" dice il ministro
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ROMA – “Stiamo pensando di incentivare la frequenza di impianti sportivi (palestre, piscine, ecc.) per chi intraprende un percorso di perdita di peso, naturalmente seguito dal Servizio sanitario regionale”. Lo ha detto il ministro della Salute, Giulia Grillo, intervenendo questa mattina in diretta tv al programma ‘Mattino Cinque’.

“Quindi se ci si reca da un nutrizionista o in un centro di cura per l’obesità del proprio territorio– ha proseguito Grillo- e c’è la prescrizione di seguire anche un’attività fisica, riteniamo che sia corretto far usufruire i cittadini degli impianti sportivi comunali, ma in alcuni casi anche privati, con delle agevolazioni economiche. Perché purtroppo oggi l’accesso all’attività sportiva- ha concluso il ministro- non è alla portata di tutti”.

“ACCORCIARE PERCORSO STUDI MEDICO, SERVE LAUREA ABILITANTE”

“Se accorcerò il percorso di studi per i medici? Sicuramente c’è una discussione su alcune aree” dice il ministro Grillo a ‘Mattino Cinque’. “C’è anche da dire che noi in Italia abbiamo una peculiarità: un tempo morto incredibile tra la laurea e l’esame di abilitazione, quindi i medici perdono quasi un anno. Per cui un’altra delle novità che sto cercando di introdurre è quella della laurea abilitante– ha fatto sapere Grillo- cioè appena ti laurei sei già abilitato. Dobbiamo cercare di accelerare”.

In Italia, intanto, mancano i medici specialistici, cioè “quei medici che hanno i titoli per poter esercitare in alcune aree ospedaliere- ha proseguito il ministro-. Questo è successo perché negli ultimi 20 anni non è stata fatta un’adeguata programmazione tra gli specialisti che ci servivano e il numero delle borse delle scuole di specializzazione corrispondente”. Grillo ha spiegato che sta risolvendo il problema in tre maniere: “Primo punto, abbiamo aumentato il numero delle borse delle scuole di specializzazione, quasi ad 8mila; secondo punto, stiamo mettendo in atto delle misure emergenziali, ossia stiamo dando la possibilità a quei medici che hanno lavorato nei pronto soccorso in questi anni senza avere i titoli, sotto forma di medici precari, perché così è successo, di accedere ai concorsi; terzo punto, il più importante di tutti, bisogna cambiare il sistema di formazione post-laurea. Siamo gli unici in Europa a considerare il medico abilitato uno studente- ha concluso- ma non è così”.

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11 Aprile 2019
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