Venezuela, paese ancora al buio: “Macchè sabotaggio, manca manutenzione”

Non si sono ancora risolti i disagi dal black out di ieri pomeriggio: Caracas e la quasi totalità del territorio venezuelano sono ancora al buio
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ROMA – Caracas e la quasi totalità del territorio venezuelano sono ancora al buio. Lo confermano fonti locali all’agenzia Dire. Dopo il blackout verificatosi ieri in tutto il Paese intorno alle 5 del pomeriggio, l’energia elettrica non è ancora tornata e sui social network si susseguono i messaggi di protesta degli utenti, che condividono anche foto e video delle strade completamente al buio. Secondo la stampa locale, a causare il blocco della centrale idroelettrica della diga di Guri – la più grande del Paese – un guasto a due turbine, che sarebbero esplose.

 

Il presidente Nicolas Maduro ha subito parlato di “sabotaggio”, di cui ha accusato le opposizioni, sostenute dagli Stati Uniti. Una tesi rilanciata anche dalla Corporacion elctrica, l’ente che fa capo al ministero dell’Energia per la gestione delle centrali. A Caracas la metro non funziona. L’ultimo tweet dell’azienda del trasporto sotterraneo della capitale – solitamente molto attivo nel dare informazioni ai viaggiatori – risale alle 17 di ieri, quando è appunto iniziata l’emergenza.

Il guasto interesserebbe quasi la totalità degli stati del Paese, tra cui Tachira, Zulya, Vargas, Lara, Cojedes e Miranda. Secondo il ministero delle Comunicazioni il servizio sarebbe stato ripristinato nelle regioni nord-orientali, “ma non è vero, i residenti dicono il contrario”, spiega ancora la fonte. “Non è il sabotaggio ad aver causato il danno. E’ la mancanza di manutenzione”. Tuttavia “qualcuno di noi riesce a inviare messaggi tramite pc o smartphone, ciò vuol dire che in alcune zone la connessione un poco funziona. Manca però la corrente elettrica”.

Un problema che colpisce in particolare gli ospedali, dove sono a rischio i pazienti che ricevono terapie attraverso macchinari elettronici. “Il regalo della dittatura alle donne venezuelane oggi è un aumento delle loro sofferenze”, il tweet di Provea, organizzazione nazionale per i diritti umani.

Milioni di case senza luce e senza acqua a causa di un regime che non investe nel settore elettrico ma in molte imprese irregolari”, denunciano ancora gli attivisti. Dall’inizio della crisi economica nel 2013, in molti denunciano il degrado dei servizi pubblici causato dalla mancanza di fondi.

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8 Marzo 2019
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