Report del Consiglio grande e generale del 7 marzo

Nell’ultimo giorno dei lavori consiliari, l’Aula approva due progetti di legge in seconda lettura: il primo, “Tutela legale e assicurativa dei dipendenti pubblici e di coloro che agiscono nell’interesse pubblico” viene promosso con 23 voti a favore, 12 contrari e 2 astenuti.  Mentre ottiene l’unanimità il secondo Pdl, di iniziativa popolare,  che introduce nel Codice Stradale l’obbligo di soccorso di animali in caso di incidente.

In serata si apre il comma 19, dedicato al tema delle Unioni civili: si parte con la presentazioni di due Ordini del giorno. Il primo, porta la firma della Coalizione Democrazia in Movimento e dei Gruppi Consiliari PSD e PS per la revisione della normativa al fine della parità di trattamento delle persone LGBTI . Il secondo è presentato dai Gruppi Consiliari di Maggioranza affinché sia intrapreso un percorso con le forze politiche e sociali per giungere alle modifiche normative di tutela delle unioni affettive. 

Ad accompagnare gli ordini del giorno è il Pdl di iniziativa popolare “Regolamentazione delle Unioni Civili” su cui Psd e Ps avanzano la richiesta di adottare la procedura d’urgenza. Da parte della maggioranza sono espresse perplessità. “Questo Pdl ha alcune lacune che vanno affrontate- motiva il capogruppo di Ssd, Giuseppe Maria Morganti- se lo faremo in procedura d’urgenza faremo un progetto parziale”. Inoltre, obiettivo è quello di “arrivare a un progetto ampiamente condiviso dalla nostra società”, aggiunge. Anche Pasquale Valentini, Pdcs, mette un freno, rigettando posizione ideologiche e auspicando maggiore approfondimento sulla regolamentazione delle convivenze non normate e quindi il normale iter del provvedimento.  Jader Tosi, C10, rigetta la proposta di Ps e Psd che definisce “una forzatura”. Dalibor Riccardi, Psd, accusa quindi Ssd di ipocrisia: “Ricordo, quando si era unico partito, che si diceva che la società civile era più avanti della politica”, per questo “quando si chiede procedura d’urgenza per un Pdl che arriva dalla società civile, forse è il caso che la procedura d’urgenza si debba fare”. Lorenzo Lonfernini, Rf, esprime parere contrario alla procedura d’urgenza e bacchetta le forze di sinistra di minoranza: “Queste diatribe da pollaio su chi è più di sinistra risolvetele tra voi fuori dall’Aula- manda a dire- a me interessa invece affrontare questo argomento con i canali normali previsti dalle nostre leggi”. Al contrario, Roberto Ciavatta, Rete, esprime piuttosto perplessità su interventi ed emendamenti “ad un testo già coordinato” ed esprime favore per la procedura d’urgenza. Per Giovanna Cecchetti, Ps, “la società è già pronta ad accogliere il progetto di legge” e risultano “incomprensibili” i dubbi sulla procedura d’urgenza. Si procede quindi al voto e la procedura d’urgenza infine viene bocciata con 36 voti contrari e 15 a favore. Inizia quindi il dibattito, alla cui conclusione saranno messi al voto i due ordini del giorno. I lavori consiliari proseguiranno in notturna fino alla conclusione di tutti i comma all’Odg.

Di seguito una sintesi degli interventi odierni.

Comma 17. Progetto di Legge “Tutela legale e assicurativa dei dipendenti pubblici e di coloro che agiscono nell’interesse pubblico/ approvato con 23 voti a favore, 12 contrari e 2 astenuti

Vanessa d’Ambrosio, Ssd, relatore unico

Nella giornata di mercoledì 15 novembre 2017 è stato esaminato e licenziato dalla Commissione consiliare permanente Affari Costituzionali il progetto di legge in materia di “Tutela legale e assicurativa dei dipendenti pubblici e di coloro che agiscono nell’interesse pubblico”, presentata dalla Segreteria per gli Affari interni. Questo progetto di legge risponde alla necessità di garantire un pieno ed effettivo diritto del dipendente dell’Amministrazione e di coloro che agiscono nell’interesse pubblico di difendersi in sede penale. E’ rivolto ai soggetti che vengano ingiustificabilmente considerati rei di condotte penalmente rilevanti nell’esercizio delle loro funzioni. I principi alla base del suddetto progetto di legge sono, in primo luogo, il principio che ogni convenuto in giudizio a seguito di atti o azioni posti in essere nell’espletamento delle proprie funzioni è considerato innocente fino a sentenza, pertanto è compito dello Stato garantirne, in sede penale, la tutela, poiché l’Amministrazione non può giudicare a priori il fondamento dell’azione penale stessa, peraltro in fase di avvio. E’ da evidenziare che, nel caso il ‘convenuto’ venga giudicato colpevole, ovvero sia rilevata una sua responsabilità, questo è tenuto a restituire all’Amministrazione i costi sostenuti per la sua tutela e risarcire tutti i danni patrimoniali e non patrimoniali assunti dalla stessa. I principi, esplicitati all’articolo 2, alla base del suddetto istituti di tutela legale sono da un lato quello di garantire il singolo interessato dall’onere di dover sostenere costi legali, dall’altro garantire la continuità del pubblico servizio. La tutela legale è garantita anche attraverso il convenzionamento con l’Ordine degli Avvocati e Notai, previa autorizzazione del Congresso di Stato. Questo Pdl prevede che al patrocinio legale venga affiancata la tutela assicurativa civile dei dipendenti pubblici. (…) In conclusione, il pdl vede tutelato non solo il dipendente pubblico, ma anche l’Amministrazione e, non da ultima, l’utenza. Il lavoro della Commissione è stato caratterizzato da una piena disponibilità al dialogo e confronto, indicativo che gli emendamenti presentati dalle forze politiche di opposizione siano stati tutti accolti, senza voti contrari e che il pdl sia stato licenziato con 9 voti favorevoli e solo 1 voto contrario.

Comma 18. Progetto di legge di iniziativa legislativa popolare che introduce nel Codice Stradale l’obbligo di soccorso di animali in caso di incidente/approvato all’unanimità

Giovanna Cecchetti, Ps
Il presente progetti di legge di iniziativa popolare “Obbligo di soccorso di animali in caso di incidente” è stato esaminato dalla Commissione consiliare permanente competente in data 15 novembre e approvato all’unanimità, verrà inserito nel decreto delegato 28 maggio 2008 di seguito all’art.4 “obblighi in caso di incidente” con l’aggiunta dell’art. 45 bis. I lavori della commissione si sono svolti in un clima collaborativo da parte di tutti i commissari che hanno colto fin da subito da una parte il il senso civico che questo Pld intende sottendere, dall’altra la sua importanza per quanto riguarda la sicurezza stradale, come dimostrato dall’intera aula consiliare in sede di prima lettura.

San Marino dimostra una crescente sensibilità alla tutela e alla salvaguardia degli animali, siano essi da affezione, da reddito o selvatici ed è quindi necessario equiparare le normative in materia non solo a quelle italiane, ma anche a quelle europee. Purtroppo sempre più spesso la cronaca ci porta a conoscenza di casi di animali investiti da veri e propri pirati della strada, i quali benché consci di aver investito un animale, continuano la loro corsa noncuranti del danno procurato, senza un minimo di senso civico, sensibilità, compassione per l’animale, lasciato ferito, omettendo di fatto di prestare soccorso, pensando di ‘farla franca’, come si dice, alle forze dell’ordine. L’animale lasciato solo a se stesso sul manto stradale si trova così in uno stato di sofferenza e dolore ma anche di forte angoscia a seguito della situazione drammatica conseguente all’incidente che lo ha coinvolto, un vero e proprio atto disumano.  Un atteggiamento che oltre ad evidenziare scarsa sensibilità verso altri esseri viventi, può diventare un pericolo per gli altri utenti della strada. Il Pdl prevede che 1) il conducente, che col suo comportamento causa un incidente da cui ne consegue danno a un animali, ha l’obbligo di fermarsi e mettere in atto ogni misura idonea ad assicurare un tempestivo soccorso, così come hanno l’obbligo di soccorrere l’animale ferito tutte le persone coinvolte in un incidente.  2) Chiunque non ottemperi ai predetti obblighi è soggetto a sanzione amministrativa di terza categoria nel primo caso, di seconda nel successivo. 3) i dispositivi per poter prestare un tempestivo soccorso all’animale: chiamando la centrale operativa interforze che provvederà ad allertare il servizio veterinario che a sua volta soccorrerà l’animale ferito, oppure, ma solo nel caso sia coinvolto un animale d’affezione, il conducente stesso può portarlo presso un centro veterinario. Il tutto a costo zero, in quanto non saranno necessari costi aggiuntivi per lo Stato, mentre le sanzioni andranno nelle casse dell’erario pubblico, come previsto per le sanzioni del codice della strada. 

Comma 19. Unioni civili.

Presentazione Ordini del giorno. Progetto di legge di iniziativa popolare “Regolamentazione delle Unioni Civili” 

1) Odg presentato dalla Coalizione Democrazia in Movimento e dai Gruppi Consiliari PSD e PS per la revisione della normativa al fine della parità di trattamento delle persone LGBTI 

Davide Forcellini, Rete dà lettura all’Odg  

Condividendo la posizione espressa dal rappresentante della maggioranza durante la partecipazione alla 137 Assemblea interparlamentare nei lavori della Commissione Democrazia e Diritti Umani, in merito al ruolo dei Parlamenti nel porre fine alle discriminazioni basate sull’orientamento sessuale e assicurare il rispetto dei diritti umani delle persone LGBTI. Considerato il comunicato stampa ufficiale pubblicato in data 18 Ottobre 2017, in cui viene ribadita la suddetta posizione. Considerando la Legge 8 luglio 1974 n.59, Dichiarazione dei diritti dei cittadini e dei principi fondamentali dell’ordinamento sammarinese secondo cui all’articolo 4 “Tutti sono uguali davanti alla legge, senza distinzioni di condizioni personali, economiche, sociali, politiche e religiose.”, impegna il Congresso di Stato ad avviare l’iter per la revisione della normativa sammarinese al fine di garantire la parità di trattamento alle persone LGBTI; a portare in Consiglio Grande e Generale entro 6 mesi dall’approvazione del presente ordine del giorno, una normativa garantista dei diritti civili per tutte le persone a prescindere dagli orientamenti sessuali”.

In sede di Riunione interparlamentare, San Marino si è posta l’attenzione per la sua volontà di salvaguardare i diritti delle persone Lgtb, posizione che va verso il naturale riconoscimento dei diritti di tutte le persone, cosa che non dovrebbe dare adito a nessun tipo di avversità. Per questo abbiamo presentato l’Odg, invito i consiglieri di maggioranza ad essere coerenti con la posizione espressa da San Marino. La difesa dei diritti civili deve essere unita a diplomazia e attività politica seria. Non possiamo lasciare San Marino nel buio del medioevo per la difesa delle proprie idee personali. Il Pdl che oggi andiamo ad esaminare in prima lettura va in questa direzione e bisogna ringraziare i proponenti, finalmente un progetto di questa natura arriva nel nostro Parlamento. Ognuno deve potersi unire con chi più gli aggrada e credo questa legge semplicemente dà diritti a chi oggi non li ha, non toglie niente a nessuno, aggiunge solo quello che fino ad oggi non è stato possibile. Capisco le preoccupazioni espresse dalle comunità ecclesiali, ma qui dentro si fa politica e compito della politica è mettere tutte le persone nelle stesse condizioni e diritti, a prescindere dall’orientamento sessuale. Questo Pdl  parla di uguaglianza tra cittadini, di giustizia e di assegnare gli stessi diritti a tutti.

2) Ordine del Giorno presentato dai Gruppi Consiliari di Maggioranza affinché sia intrapreso un percorso con le forze politiche e sociali per giungere alle modifiche normative di tutela delle unioni affettive .

Marina Lazzarini, Ssd
Do lettura dell’Odg di maggioranza.Il Consiglio grande e generale (..) si impegna a intraprendere un percorso di condivisione con tutte le forze consiliari e sociale per elaborare le più opportune modifiche alla normativa sammarinese vigente al fine di assicurare, nell’ambito delle  unioni affettive, le necessarie tutele giuridiche’.

Il Pdl sulle unioni civili arriva finalmente in Aula, noi di Ssd preferiamo parlare di unioni affettive, non si parla di persone e familiari che si vogliono sostenere, come si parlava nella legge sui permessi di soggiorno e sulle residenze. Si parla di persone che si amano e vogliono iniziare una vita in comune, e si vogliono ora equiparare i diritti di tutti. Per alcune categorie di persone quel diritto non è accessibile, e allora non è un diritto ma risulta un privilegio. A monte del progetto di legge quindi, la tutela delle persone, tutte, per questo dobbiamo evitare lo scontro ideologico, qui dentro rappresentiamo il popolo e dobbiamo legiferare per tutti. Non possiamo dire che questo tema non ha priorità, la negazione di un diritto per quelle persone è priorità. Il testo che verrà presentato in prima lettura è asciutto e semplice, San Marino è tenuto monitorato con grande attenzione dall’esterno, arrivare in ritardo ci mette nella disponibilità di elaborare una legge che tenga conto di esperienze positive di altri Stati. Il paese è pronto per questa legge, perché i sammarinesi, sempre attenti al rispetto dei diritti per tutti. Studi ci dicono che la popolazione omosessuale rappresenta circa il 10% della popolazione totale, per San Marino rappresenterebbe circa 3 mila persone.  Non può essere messa in dubbio la parità nelle condizioni di diritto di base. In linea con l’Odg depositato dalla maggioranza intendiamo incentivare un percorso di confronto con tutte le forze consiliari e sociali per arrivare a  una normativa condivisa che farà fare un salto culturale a San Marino. Poiché non basta una legge per superare i tabù, sarà necessaria un’attività di informazione e sensibilizzazione con la cittadinanza. La segreteria di Stato per gli Affari interni sta già lavorando all’organizzazione di un convegno per il prossimo 6 aprile con ospiti di grande spessore, sarà occasione per migliorare òa proposta che verrà presentata al comma successivo.

Mirco Tomassoni, Ssd, per conto dell’ufficio di Segreteria dà lettura alla relazione del Pdl di iniziativa popolare per la regolamentazione delle unioni civili: 

“La Repubblica di San Marino, come tutti i paesi occidentali, sta vivendo una profonda trasformazione sociale. Una trasformazione che mette al centro dei legami interpersonali gli affetti in tutte le loro sfumature e specificità. Gli affetti rappresentano, infatti, la forza gravitazionale che spinge le persone a creare fanne di convivenza anche quando ciò non sia espressamente riconosciuto dalla legge. Sono state le coppie omosessuali a mostrare nel modo più eclatante questa esigenza, ma anche le coppie eterosessuali sempre più spesso vivono i propri legami in un modo non previsto dalla legge, e quindi, di fatto, in assenza di qualsiasi tutela. In tutti i grandi paesi in cui la libertà e la cultura sociale sono dei valori fondamentali sono state istituite forme di riconoscimento di queste unioni, per dare a ogni cittadino e cittadina tutele e stabilità, diritti e doveri. La presente proposta di legge di iniziativa popolare intende introdurre nell’ordinamento sammarinese norme che riconoscano le unioni civili, sia eterosessuali che omosessuali, come forma di consolidamento sociale e di istituzione di reciproci diritti e doveri. Queste norme sono intese come uno strumento di gestione della vita in comune, che vada a regolamentare i rapporti tra i conviventi stessi e tra di essi e lo Stato. Tradizione libertaria e necessità di integrazioni In forza del portato di libertà della nostra storia millenaria molti cittadini e cittadine, sulla base dei legami e degli affetti, creano dei nuclei sociali fondati sulla convivenza, nuclei vissuti come “familiari” . Questa situazione è già in parte accettata dall’attuale legislazione che, trascorsi quindici anni, equipara la libera convivenza eterosessuale al matrimonio, anche se solo per alcuni aspetti. La legge esistente perciò attribuisce valore alla convivenza e ne incentiva la stabilità, riconoscendola sostanzialmente come matrimonio “in potenza” che si realizza nel tempo. In questo senso la Repubblica si è dotata di aspetti normativi originali e avanzati nel panorama mondiale. Questa modalità di riconoscimento, tuttavia, mostra delle carenze in quanto – fintantoché i diritti matrimoniali non vengono maturati – la coppia coinvolta gode di una tutela limitata da parte dello Stato, e questo è in contrasto col valore attribuito alla stabilità della convivenza e ai doveri di uno Stato che sostenga i propri cittadini. La realtà delle coppie non coniugate che convivono stabilmente, con o senza prole, si sta affermando in misura sempre crescente anche a San Marino, ma rimane ancora priva di una disciplina organica; anzi, come notano anche recenti studi, nell’ordinamento sammarinese si è accumulato un complesso di norme che risultano eterogenee e disorganiche. J Lo Stato dalla parte delle parti deboli Obblighi e tutele reciproci sono ancora più importanti nei momenti di difficoltà: qualora uno dei due componenti della coppia dovesse venire a mancare o fosse impossibilitato a prendere decisioni per sé, l’altra parte della coppia dovrebbe avere il dovere e il diritto di prendersene cura e di mantenere la continuità parentale. Si tratta di quegli elementari presìdi legali che uno Stato deve porre in atto per sostenere i propri cittadini e cittadine che si vengano a trovare in situazioni di fragilità imprevista. Le coppie omosessuali e la situazione internazionale: Da decenni ormai si sta affermando in tutti gli Stati occidentali un’altra importante evoluzione sociale, quella del riconoscimento legale delle coppie omosessuali attraverso lo strumento delle “unioni civili”. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità sarebbe omosessuale dal 5 a110% della popolazione mondiale; a San Marino, quindi, le persone potenzialmente interessate sono dalle 1.700 alle 3.300. La prima forma di riconoscimento legale delle coppie omosessuali venne istituita in Danimarca nel 1989 (la “registreret partnerskab”) e, da allora, decine di Stati hanno seguito la stessa strada. In molti Paesi è in vigore il matrimonio egualitario, ma noi siamo convinti che sia prioritario dare tutele anche alle coppie eterosessuali che per le più diverse ragioni non ritengano di volersi ancora sposare. In un contesto internazionale globalizzato, di grande mobilità, è necessario pensare anche ai numerosissimi cittadini sammarinesi residenti all’estero. Nel caso volessero tornare a risiedere in Repubblica, costoro vorrebbero trovare nella propria terra gli stessi diritti di cui godono nel luogo in cui vivono, ma l’attuale lacuna legislativa potrebbe in molti casi rendere difficile anche solo pensare a un ritorno in patria Conclusione L’esperienza pluriennale di decine di Paesi nel mondo è che le unioni civili hanno prodotto miglioramenti generalizzati alla società, senza comprometterne gli aspetti storici e tradizionali, anzi, per certi versi, valorizzandoli. Il Comitato promotore ritiene, pertanto, che una legge sulle Unioni Civili rappresenti un passo importante per San Marino, che potrebbe contribuire al benessere e alla sicurezza dei suoi cittadini ovunque essi vivano, e che permetterebbe alla Repubblica di inserirsi a pieno titolo, e anzi in una posizione avanzata, nel contesto internazionale dei paesi che tutelano e promuovono i diritti civili.

8 Marzo 2018
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