Il lavoro in DIREtta – Ecco le notizie dal territorio

Il mondo del lavoro e non solo. Ogni giorno in Italia il tema dello sviluppo economico, dei rapporti tra imprenditori e lavoratori assume i contorni piu’ diversi. Qui la ragione di ‘Lavoro in DIREtta’ lo speciale della Dire in collaborazione con i colleghi di Rassegna (www.rassegna.it). Buona lettura.

VERSALIS (ENI): SCIOPERO CONTRO LA VENDITA
E’ in corso  il blocco delle attività logistiche e impianti del cracking dell’etilene  al “minimo tecnico”  al Petrolchimico per lo sciopero di otto ore (dalle 6 di questa mattina  alle 14) con volantinaggio davanti al la portineria invia della Chimica – indetto dalla Rsu di Versalis spa e dai sindacati di categoria di Cgil, Cisl, Uil veneziane per chiedere all’Eni di “rispettare gli impegni presi per investire in un nuovo impianto per sviluppare la chimica verde a Porto Marghera”. La protesta sindacale, come riporta il quotidiano la nuova Venezia, è scattata dopo la conferma da partedell’amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi dell’esistenza di negoziati con due Fondi d’investimento Equity americani con cui Eni negozia la cessione di quote azionarie di Versalis spa. I sindacati dei chimici veneziani temono che “si ripresenti un film già visto, con Eni che prima annuncia investimenti innovativi nei suoi impianti di chimica di base ma poi li vende al primo offerente che poi, come e già successo in passato con Evc-Ineos per il ciclo del cloro e poi con Dow Chemical per il Tdi, spremono come dei limoni lavoratori e impianti esistenti per poi chiuderli e concentrarsi su altre aree di business e facili profitti nel mondo”. I tre segretari nazionali dei chimici – pur prendendoatto delle rassicurazioni di Eni sulla salvaguardia dell’occupazione e dell’attuale piano industriale di Versalis riguardo le “due condizioni indispensabili al fine di scegliere il partner”, hanno espresso tutte le loro “perplessità in ordine alle preoccupazioni sulla tenuta della filiera chimica in Italia e sul rischio che una ipotesi di cessione di quote, in una fase caratterizzata dal basso costo del petrolio, possa generare appetiti speculativi”.

PARMA: AL VIA ASSEMBLEE PER RINNOVO CONTRATTO
Ha preso il via anche a Parma la campagna di assemblee per la validazione della piattaforma Fiom Cgil per il rinnovo del Contratto nazionale di lavoro metalmeccanico. “Dopo 7 anni di accordi separati – spiega Lucia de Cavalcanti segretaria della Fiom provinciale – se qualcuno sperava che il nostro sindacato fosse per sempre fuori dai tavoli di trattativa si è sbagliato. Al contrario è ancora più un punto di riferimento dei lavoratori del comparto, che nel territorio di Parma conta circa 243 delegati Fiom, ovvero 1’83% delle Rsu delle aziende metal meccaniche”.

FVG: SCUOLA PUBBLICA, DOCENTI E ATA SENZA STIPENDIO
“Due mesi di lavoro, ma ancora niente stipendio. Vittime di questa situazione non i dipendenti di un’azienda in crisi, ma il personale precario delle scuole pubbliche del Fvg, che attende ancora la paga di settembre”. A denunciarlo il segretario regionale della Flc-Cgil Adriano Zonta, in una lettera inviata al prefetto di Trieste (e commissario di Governo per il Fvg) Francesca Adelaide Garufi, girata anche alla Giunta e all’Ufficio scolastico regionale. Il problema, che non riguarda soltanto questa regione, è già stato più volte segnalato dai sindacati al ministero, ma senza alcun esito. Infatti lo scarico di responsabilità in atto tra i ministeri coinvolti – Istruzione e Tesoro – e il gestore del sistema informatico ha determinato lo stallo della situazione. Il personale precario, quindi, continua a prestare il proprio servizio affrontando pesanti difficoltà economiche: problemi nel far fronte ai consumi, alle scadenze come affitti, mutui o bollette, a pagarsi il costo dei trasporti, in particolare per i tanti che lavorano lontano da casa. A dispetto della tanto acclamata sburocratizzazione, denuncia ancora la Cgil, la riorganizzazione del pubblico impiego, anche nella scuola, presenta evidenti e gravi limiti: “Sono aumentati i carichi di lavoro – spiega ancora Zonta – in particolare nelle segreterie, dove sono stati operati i tagli più pesanti, e sono aumentati i tempi di svolgimento delle pratiche, perché gli strumenti di cui le scuole sono dotate, in molti casi, risultano obsoleti e la rete informatica spesso inadeguata. Tutto ciò ricade soprattutto sugli “ultimi”, cioè sul personale precario, precario nel lavoro e purtroppo anche nello stipendio”. Da qui l’appello al prefetto “affinché venga risolta questa grave situazione e sia riconosciuto il giusto salario a chi opera nella scuola, per la dignità dei lavoratori e dell’istruzione pubblica, oltre che per eliminare, all’origine, il rischio che si aggravi un disagio sociale già pesante”.

GIORNALE DELL’UMBRIA: OGGI È SCIOPERO
A seguito dell’incontro tenutosi il ieri 5 novembre presso la sede del Giornale dell’Umbria, in via Monteneri 37, a Perugia, tra l’amministratore delegato e il presidente dell’azienda Geu, il Cdr, L’Associazione Stampa Umbra, la Cgil regionale e la Slc-Cgil regionale, i giornalisti e il personale poligrafico, esprimono totale insoddisfazione per l’esito dell’incontro stesso. “Durante il confronto, si legge in un comunicato stampa, si sono confermate tutte le preoccupazioni legate alla assai critica situazione economico-finanziaria dell’azienda e alla mancanza di un piano industriale ed editoriale in grado di delineare, allo stato, una minima prospettiva di continuità delle attività”. “L’assemblea del personale, riunitasi alla fine dell’incontro, alla presenza dei rappresentanti sindacali, ha confermato lo stato di agitazione del personale, proclamando una prima giornata di sciopero per domani, venerdì 6 novembre 2015, e riservandosi ulteriori azioni di lotta. L’assemblea del personale, conclude la nota, ha altresì dato mandato ai sindacati di richiedere il coinvolgimento di tutte le istituzioni locali e regionali per porre con forza il problema della salvaguardia della testata, in edicola da 15 anni, e  punto di riferimento del pluralismo informativo di questa regione e dei posti di lavoro ad essa collegati”.

FCA PRATOLA SERRA (AV): LAVORATRICI CHIEDONO PANTALONI SCURI
Anche a Pratola Serra, le lavoratrici hanno inviato  una petizione alla direzione  Fca (ex Fma) nella quale chiedono la sostituzione del pantalone della divisa aziendale data oggi in dotazione, con uno di colore scuro. “Nel corso degli anni si sono verificati numerosi episodi incresciosi a causa del colore chiaro dell’attuale divisa. Imbarazzo forte si è avuto specie durante il periodo del ciclo mestruale”, si legge in un comunicato della Fiom di Avellino. “Per questo motivo – prosegue la nota – abbiamo chiesto alla direzione del personale un intervento per la sostituzione di tale pantalone. La petizione è stata sottoscritta da un nutrito numero di lavoratrici a dimostrazione come sia reale e sentita  la problematica”.

DON GNOCCHI: SINDACATI, SI A CONFRONTO MA RITIRO DISDETTA CONTRATTO
“Disponibili a proseguire il confronto ma solo dopo il ritiro della disdetta del contratto nazionale”. Questa la richiesta di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl alla Fondazione Don Gnocchi ieri al tavolo di confronto sulla vicenda della disdetta unilaterale del contratto. “Richiesta – proseguono i sindacati -, come hanno riferito i rappresentanti della Fondazione, che sarà portata al vaglio del consiglio di Amministrazione con l’impegno a fornirci una risposta sull’accoglimento entro il prossimo 11 settembre”, aggiungono. “Questo primo risultato – aggiungono Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl – è stato ottenuto grazie alla mobilitazione messa in campo dai lavoratori e che proseguirà con le iniziative programmate. Per questo confermiamo l’opportunità di continuare ad osservare i turni già programmati, precisando che abbiamo ribadito ai rappresentanti della Fondazione Don Gnocchi che le ore rese in aggiunta all’orario di lavoro contrattuale, per effetto della disdetta degli accordi nazionali e territoriali, sono da compensare secondo le relative clausole contrattuali”, concludono.

RSU, 4.000 LAVORATORI HERA AL VOTO
Nei giorni  9 , 10 e 11 novembre, i circa 4.000  lavoratori del gruppo Hera Emilia Romagna dei settori Gas, Acqua, Elettrico, Illuminazione e Commerciale, eleggeranno la propria Rsu.  “Per la prima volta – si legge in un comunicato della Filctem Cgil Emilia Romagna -, questa grande espressione democratica, avverrà in applicazione delle nuove regole contenute nel testo unico sulla rappresentanza, la democrazia e la contrattazione: i nuovi delegati saranno eletti in proporzione ai voti espressi dai lavoratori consentendo così la certificazione della reale rappresentatività della Cgil, della Cisl, della Uil,  conferendo alla nuova Rsu eletta la titolarità  a trattare e a siglare accordi con l’azienda (regola fortemente voluta dalla Cgi)”. “Il momento è importante – continua la nota – perché i grandi processi di cambiamento in atto nel settore e nel gruppo Hera  hanno bisogno di una risposta all’altezza: societarizzazione; nuovi appalti e gare gas; sviluppo di cicli integrati nell’acqua, energia, ambiente”. Questi gli impegni dei candidati Filctem Cgil: “Un rapporto continuo, trasparente, democratico con la base dei lavoratori; un chiaro impegno affinché Hera, come azienda di servizio pubblico locale, mantenga un forte rapporto e un insediamento capillare nel territorio garantendo servizi di qualità, tariffe adeguate, buona occupazione; la scelta chiara a operare affinché vi sia il rispetto e la valorizzazione del lavoro come elemento costitutivo nella “mission” dell’impresa  garantendo competenza, capacità e qualità del servizio”.

6 novembre 2015
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