I 50 anni di Woodstock raccontati nel libro di Ernesto Assante

'Woodstock '69 - Rock Revolution', foto e testimonianze degli incredibili giorni di un festival leggendario
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ROMA – “Un sogno, un mito, un’esagerazione, una realtà, una leggenda”. In una parola, Woodstock. Intesa però non come l’omonima cittadina, nella contea di Ulster, a circa 2-300 chilometri da New York, ma come Festival, più esattamente come la Fiera della Musica e delle Arti. Un Festival “inaspettato”, un evento nato in sordina, partito per poche migliaia di fortunati, diventato ‘il’ Festival per 500mila persone che per tre giorni, dal 15 agosto del 1969, assistettero ad un evento che avrebbe segnato il mondo della musica.

Quest’anno il Festival più famoso del mondo compie 50 anni. Ernesto Assante, giornalista di Repubblica, critico musicale, autore e conduttore radiofonico, ha raccolto e raccontato in un volume di oltre 200 pagine, ‘Woodstock ’69 – Rock Revolution’, testimonianze, fotografiche e non, di quegli incredibili giorni, quelli di “un sogno, un mito, un’esagerazione, una realtà, una leggenda”.

L’idea “era quella di realizzare un libro di immagini“, ha detto Assante in occasione della presentazione del volume alla libreria Il Libraccio, a Roma, spiegando che la prima parte ha riguardato le foto più famose del Festival, la seconda le immagini del pubblico. E poi il racconto della controcultura, i riferimenti inevitabili alla droga e ad una scaletta il più possibile credibile.

Già, perché quello che circonda il festival di Woodstock è il classico alone di mistero: “Può sembrare una favola, ma è un evento che c’è stato, un concerto in cui si è suonato e cantato senza sosta”. E tutto per il piacere di suonare: “È stato fatto senza soldi- ha raccontato durante la presentazione- Sul palco sono saliti artisti senza contratto“, compreso Jimi Hendrix che fu il più pagato, con 15mila dollari per la sua esibizione.

Sfogliando l’ultimo lavoro di Assante, si compie un vero e proprio viaggio indietro nel tempo, in un attimo si salta a 50 anni fa, quando senza web, senza social network e senza giornali, visto che l’evento fu snobbato inizialmente anche dall’informazione, nacque comunque l’evento per eccellenza. In questo libro, scrive ancora Assante, “raccontiamo una favola, con un lieto fine”. “No, non è stato un sogno- si legge ancora nel libro- è successo davvero“.

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6 Aprile 2019
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