L’Aquila, UE richiede le tasse sospese dopo il sisma. Il 16 aprile la città si mobilita

ROMA – A nove anni dal sisma che devastò il capoluogo abruzzese causando la morte di 309 persone, L’Aquila si trova a dover affrontare un’altra dura battaglia, quella contro l’Unione Europea che ha deciso di richiedere agli imprenditori del territorio le tasse sospese subito dopo il terremoto. “Erano aiuti di Stato”, dichiara l’Europa che entro 30 giorni vuole indietro tutte le somme non restituite. Le ingiunzioni di pagamento inviate dal commissario nominato dalla presidenza del Consiglio, Margherita Maria Calabrò arrivano anche a centinaia di migliaia di euro e riguardano 350 imprese, pubbliche e private. Le cartelle sono iniziate ad arrivare qualche giorno prima di Pasqua, causando preoccupazione e sconcerto nelle istituzioni e negli imprenditori che si dicono pronti a scendere in piazza per protestare. Intanto imprese e partite Iva hanno presentato ricorso al Tar contro la nomina del commissario con udienza fissata, a L’Aquila, il 18 aprile.

Oggi  a seguito di una riunione convocata in Regione dal vicepresidente Giovanni Lolli, a cui hanno preso parte tutti i parlamentari eletti in Abruzzo oltre ad associazioni di categoria e imprenditori, è stato deciso quali saranno le mosse che città e istituzioni intendono intraprendere.

Tre i piani della mobilitazione:  politico, la battaglia verrà affrontata in maniera unitaria da tutte le forze in maniera trasversale e senza distinzioni di tipo partitico; civico: una mobilitazione a cui è chiamata a partecipare tutta la città avrà luogo il prossimo 16 aprile; giuridico: le istituzione fanno sapere che le ragioni della città saranno fatte valere in tutte le sedi possibili.

Ho scritto al commissario Ue Margrethe Vestager dicendo che quelli concessi dopo il sisma del 2009 non sono aiuti di Stato e chiedendo, in subordine, che il regime de minimis applicabile sia a 500mila euro”, ha dichiarato il sindaco de L’Aquila Pierluigi Biondi.

“E’ arrivato questo salasso da parte del Governo in questi giorni attraverso le note dell’Agenzia delle Entrate- spiega la neo eletta deputata dem Stefania Pezzopane– che alle aziende ha richiesto la restituzione totale delle somme riguardanti la sospensione delle tasse e su questa cosa noi faremo battaglia. L’errore fu del Governo Berlusconi ma purtroppo gli errori sono stati perpetrati e nessun governo è riuscito a risolvere questa trattativa con l’Unione Europea. E’ inammissibile che a distanza di 9 anni vengano richieste delle somme di tasse sospese. Questo significa un colpo ferale all’economia del territorio”.

4 Aprile 2018
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