L’Aquila, rinasce la Basilica di Collemaggio

L’AQUILA – Torna finalmente alla città e ai suoi fedeli la Basilica di Santa Maria di Collemaggio, la Chiesa più importante dell’Aquila gravemente danneggiata dal terremoto del 2009 e restaurata grazie a una collaborazione tra Eni, Soprintendenza, Università italiane e Comune del capoluogo abruzzese.

Una solenne cerimonia ha celebrato la riapertura della Basilica e la traslazione dell’urna di Celestino V, il Papa che qui fu incoronato nel 1294 e che istituì il primo Giubileo della storia.

A partecipare alla cerimonia il ministro dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo, Dario Franceschini, insieme all’arcivescovo metropolita dell’Aquila Giuseppe Petrocchi al sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi al soprintendente archeologia Belle Arti e paesaggio per la città dell’Aquila e i comuni del Cratere Alessandra Vittorini e Claudio Granata direttore dei rapporti con gli azionisti dell’Eni.

L’azienda ha finanziato il restauro di Collemaggio e la riqualificazione del vicino Parco del sole, che sarà pronto tra un anno, con 14 milioni di euro e ha contribuito con il suo know how al recupero della Basilica.

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FRANCESCHINI: COLLEMAGGIO SIMBOLO L’AQUILA, RESTAURO È MODELLO

“La Basilica di Collemaggio è un simbolo dell’identità dell’Aquila. Questo restauro è un atto dovuto a tutte le sofferenze e le ferite terribili che hanno dovuto subire e attraversare i cittadini dell’Aquila”, ha detto il ministro dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo, Dario Franceschini, intervenuto alla cerimonia di riapertura della Basilica.

Un recupero che per il ministro rappresenta “una prova positiva di collaborazione pubblico-privato per finanziare il restauro e anche una prova delle grandissime competenze nel settore del restauro che abbiamo e che ci invidia tutto il mondo. È una cosa molto positiva, un modello”.

20 Dic 2017
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