Coronavirus, la Cina bussa a Bologna per le mascherine

"Anche se abbiamo molte domande da farmacie italiane, ci sembra che ci sia una speculazione e un eccessivo allarmismo"
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ROMA – Sono rimaste per almeno in un anno in magazzino. Del resto, si trattava di un articolo scarsamente richiesto in Italia. Adesso, con l’esplosione dell’emergenza legata alla diffusione del coronavirus, tutti vogliono le mascherine di Coswell.

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L’azienda bolognese di Paolo Gualandi tempo fa ne acquistò uno stock, circa 50.000 confezioni, per circa mezzo milione di mascherine, la cui vendita nel frattempo è andata molto a rilento.

“Noi non le produciamo, non è un prodotto che trattiamo in maniera continuativa. Ne abbiamo a stock un po’ perché ne avevamo acquistate tempo fa e ce le eravamo quasi dimenticate. Adesso ce le stanno chiedendo tutti“, conferma Michele Gualandi, consigliere delegato della società di Funo di Argelato.

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Stiamo dando la precedenza alla Cina. Abbiamo un distributore cinese che ce le ha chieste per gli ospedali. Anche se abbiamo molte domande da farmacie italiane, ci sembra che ci sia una speculazione e un eccessivo allarmismo“, spiega Gualandi.

In effetti, nel paese del Dragone, ci sono stati problemi di approvvigionamento, un po’ per la grande richiesta di mascherine, un po’ perché la produzione si era fermata a causa del capodanno cinese.

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“Ci sembra più utile darle a chi ha più bisogno, per cui in questo momento stiamo dando la precedenza al nostro distributore cinese. Poi, in realtà, ne abbiamo davvero poche”, prosegue il manager. “Gli ordini, a quanto ho capito, arrivano a 8-10 volte la nostra disponibilità, per cui tra qualche giorno le avremo finite”, stima Gualandi.

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31 Gennaio 2020
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