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Crisi al Comune di Reggio Calabria, i dem alla guida della nuova giunta: azzerate le scelte di Falcomatà

Giuseppe Falcomatà
Con 6 assessori e l'attuale presidente del Consiglio comunale, la nuova ripartizione dell'esecutivo blinda il ruolo del Partito democratico e dei Democratici progressisti metropolitani
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REGGIO CALABRIA – Sono quattro le postazioni di assessorato reclamate dal Partito democratico per la nuova giunta comunale di Reggio Calabria al momento guidata dal sindaco facente funzioni Paolo Brunetti.
Secondo quanto appreso dalla Dire, la richiesta è stata fatta nel corso dell’ultima interpartitica di centrosinistra, dal capo delegazione e commissario regionale del Pd Stefano Graziano, insieme al capogruppo in Consiglio regionale Nicola Irto, il rappresentante dei consiglieri comunali Giuseppe Sera e Seby Romeo in rappresentanza della federazione provinciale.

L’esito della riunione sarà formalizzato probabilmente a metà settimana, quando sarà ufficializzata la nuova giunta.
Due assessori sono stati chiesti dal Dpm, lista molto vicina al Pd e rappresentata in delegazione dall’ex assessore regionale Nino De Gaetano, da Antonio Billari già consigliere regionale del Pd e ricandidato alle ultime regionali, e dagli attuali consiglieri comunali Mario Cardia, Marcantonino Malara e Giuseppe Nocera. Una postazione in giunta sarà invece assegnata al Psi-A testa alta e alle tre liste civiche.

A conti fatti la ripartizione dell’esecutivo che affiancherà Brunetti per i prossimi 18 mesi, a seguito della sospensione dall’incarico di Giuseppe Falcomatà per via della condanna in primo grado al processo Miramare, blinda il ruolo del Partito democratico e dei Democratici progressisti metropolitani. Con 6 assessori e l’attuale presidente del Consiglio comunale i dem prendono in mano la guida della giunta comunale, composta da 9 elementi, compreso il sindaco facente funzioni, azzerando così ogni scelta fatta poco più di anno fa da Falcomatà sugli assessori esterni di sua nomina diretta.

MARINO (FDI) PRESENTA DIMISSIONI

“L’amministrazione Falcomatà è giunta al capolinea. Giusto tornare al voto. Il consigliere e capogruppo FdI in Consiglio comunale Demetrio Marino ha rassegnato le dimissioni condividendo la linea del partito e la volontà del centrodestra di dare un nuovo corso alla città di Reggio Calabria. Non esiste per la maggioranza targata Falcomatà l’agibilità politica adeguata ad affrontare le sfide alle quali si è chiamati, dopo sette anni di fallimenti e disastri. Siano i cittadini a scegliere da chi essere governati, perché un facente funzioni delegittimato dagli stessi partiti che dovrebbero sostenerlo, è il segnale tangibile che questa esperienza amministrativa sia giunta al termine. Adesso aspettiamo un gesto d’amore e di responsabilità per la città da parte dell’ex sindaco Falcomatà: le dimissioni”. Così in una nota congiunta la commissaria di Fratelli d’Italia in Calabria Wanda Ferro e il commissario provinciale del partito Denis Nesci.

MINASI: “DIMISSIONI E VOCE AI CITTADINI

“I ruoli pubblici sono sempre connessi alle responsabilità e quando la situazione lo richiede vanno assunte delle decisioni significative”. Così l’assessora regionale leghista alle Politiche sociali Tilde Minasi in merito alla crisi politica che sta interessando il Comune e la Città metropolitana di Reggio Calabria a seguito della sospensione del sindaco Giuseppe Falcomatà, condannato ad un anno e quattro mesi per abuso d’ufficio nel processo Miramare.

“Fatta questa doverosa premessa – continua Minasi – preme far capire, anche attraverso azioni forse difficili ma necessarie, che non si intende più assistere ad una paralisi amministrativa e politica che sarà soltanto la città, insieme ai reggini, a pagare. Determinarsi contro quanto sta accadendo – rimarca – non vuol dire ammantarsi di giustizialismo, dal momento che siamo e restiamo garantisti, senza dubbio alcuno, sino alla conclusione dell’iter processuale. Ma, semplicemente, perché, laddove sono mancati coraggio e volontà di fare un passo indietro per la città, è fondamentale dare una spinta forte affinché l’agibilità democratica sia tutelata. Oggi non è così, e non saranno certo gli ‘accordoni’, la spartizione delle poltrone o beceri calcoli politici, a far riemergere l’amministrazione comunale dal pantano in cui si trova”.

“Reggio – aggiunge Minasi – non può permettersi una guida raffazzonata e sorda alle esigenze della collettività o al dialogo costruttivo con i suoi stessi esponenti, come d’altronde lo stesso ex vicesindaco, Perna, ha avuto modo di evidenziare. Reggio deve poter scegliere chi dovrà affrontare le sfide che verranno a breve, senza sostituzioni poco convincenti in corsa che guardano più alle convenienze che alle esigenze collettive. L’auspicio sarebbe che tutti prendessero in considerazione l’eventualità di staccare la spina a questa esperienza, perché i personalismi non dovrebbero essere più rilevanti del bene pubblico. Ma al netto delle decisioni altrui – conclude – concordo che l’unico strumento per aver voce, per garantire la possibilità di una ripartenza e far sentire ai cittadini che si sposano in pieno le loro preoccupazioni, siano le dimissioni in blocco anche di chi, pur da altre prospettive politiche, ha più volte espresso la sua rimostranza al modus operandi di Falcomatà. Sicuramente nel centrodestra, nella Lega, non vi è alcun timore ad affrontare questo percorso a testa alta e con la coscienza pulita”.

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