Policlinico di Bari, Migliore: “Scorte di mascherine e tute solo per oggi”

"Servono forniture tempestive, regolari e adeguate per affrontare l'emergenza", dichiara il direttore generale dell'azienda barese
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BARI – Le scorte di mascherine, camici e tute monouso disponibili nel Policlinico di Bari per l’emergenza Covid19 coprono solamente le necessità della giornata di oggi. Lo rende noto l’azienda ospedaliera barese che evidenzia “la criticità derivante da forniture di Dpi approvati dalla Protezione civile ma senza certificazione standard”. “Servono forniture tempestive, regolari e adeguate che consentano ai nostri professionisti di essere adeguatamente protetti per affrontare in maniera più serena possibile l’emergenza – dichiara il vicepresidente Fiaso e il direttore generale del Policlinico di Bari, Giovanni Migliore – ci troviamo a dover combattere contro il Covid con le armi spuntate. Mancano i Dpi e manca anche il personale. Dobbiamo fronteggiare l’elevato numero di assenze in corsia, il rifiuto dei contratti di collaborazione coordinata e continuativa predisposti per l’emergenza Covid. Ecco perchè ritengo necessario un intervento legislativo per adeguare il decreto legislativo 81/08 alla situazione emergenziale e per assicurare la possibilità di contrattualizzare gli specializzandi a tempo determinato”. Inoltre, le disposizioni del testo unico sulla Salute del 2008 “possono contrastare con la gestione dell’emergenza che il governo ha voluto correttamente centralizzare – spiega Migliore – Sarebbe opportuno definire la sospensione di alcune parti del Testo unico, limitatamente alla gestione del rischio biologico da SARS-CoV2. In particolare la sospensione dell’obbligo da parte del datore di lavoro della valutazione del rischio biologico con adozione, su tutto il territorio nazionale delle valutazioni fatte dall’OMS e dall’ISS”. “Senza Dpi – conclude Migliore – non possiamo aumentare il numero degli operatori sanitari ed utilizzare a pieno la struttura. Al di là della responsabilità penale a cui siamo esposti, nessun direttore generale potrà mai accettare di convivere con l’idea di aver mandato allo sbaraglio i professionisti che oggi sono in prima linea e che non dobbiamo solo ringraziare, ma soprattutto proteggere”.

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