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Il Planetario di Roma riapre a inizio 2022: era chiuso da sette anni

terra planetario
La sovrintendente Maria Vittoria Marini Clarelli: "È un Planetario digitale, di ultima generazione, capace di trasformare la scienza in esperienza anche estetica"
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ROMA – Il Museo della Civiltà romana torna a vedere la luce dopo 7 anni di chiusura totale. All’inizio del 2022 riaprirà infatti il Planetario, primo step per restituire al pubblico l’enorme complesso dell’Eur.

Nel 2023, invece, questo l’auspicio di Roma Capitale e Sovrintendenza capitolina, potrebbe riaprire la sala del Plastico di Roma imperiale dell’architetto Italo Gismondi, per cui sono già stati stanziati 1,2 milioni di euro nel bilancio capitolino, mentre con 18 milioni di euro inseriti nel Piano nazionale di ripresa e resilienza l’amministrazione punta a riaprire tutto il Museo con interventi di messa in sicurezza e manutenzione straordinaria. Ieri, intanto, il Planetario è stato riaperto per la prima volta per una visita istituzionale e la presentazione alla stampa. Serviranno ancora alcune verifiche tecniche per la sua apertura definitiva al pubblico.

Per questa prima tranche di intervento sono stati spesi 700mila euro tra l’adeguamento dell’impianto elettrico, il reperimento di un nuovo proiettore, per cui sono stati stanziati circa 250mila euro, e la sostituzione delle poltrone che in effetti, grazie alla forma che “ricorda quella di una sdraio”, consentono al pubblico un coinvolgimento maggiore. In questi anni a spendersi per la riapertura è stata la commissione Cultura, presieduta da Eleonora Guadagno, che all’inizio del mandato ha fatto un sopralluogo. “Pioveva dentro al Museo- ha ricordato la pentastellata- eppure prima della sua chiusura questo luogo fatturava il 10% del totale dei musei di Roma Capitale”. Ma poi nel 2013 una ispezione del ministero del Lavoro ha rilevato delle irregolarità determinando, un anno dopo, la chiusura di tutta la struttura, compreso il Planetario.

“Per anni questa importante risorsa è mancata perché purtroppo non si è mai portata avanti una manutenzione seria- ha detto ancora Guadagno- questo ha comportato infiltrazioni e deterioramento”. Fino al 2017, quando con la Sovrintendenza sono partiti i bandi, i lavori e i rispettivi finanziamenti per la messa in sicurezza e la riapertura del Planetario. “Durante il Covid i nostri astronomi hanno continuato a lavorare- ha detto la sovrintendente Maria Vittoria Marini Clarelli– Siamo riusciti a terminare i lavori e all’inizio del nuovo anno anche tutte le procedure di sicurezza saranno ultimate e dunque si potrà riaprire al pubblico. È un Planetario digitale, di ultima generazione, capace di trasformare la scienza in esperienza anche estetica, ma rimanendo sempre assolutamente corretto e scientificamente attendibile”. La sovrintendente ha poi spiegato che si andrà avanti: “La prossima tappa è la Sala del Plastico, per cui la gara sarà bandita entro la fine dell’anno e poi inizieranno i lavori. Ci auguriamo di poterla riaprire nel 2023- ha detto infine la Marini Clarelli- e poi seguiranno tutti gli altri meravigliosi spazi del Museo della Civiltà romana perché avremo le risorse del Pnrr”.

Gli amanti delle stelle, a partire dai più piccoli, hanno dunque di nuovo un Planetario dotato delle tecnologie più avanzate, con un database aggiornabile in tempo reale. Così, al Museo della Civiltà romana tornano le esperienze immersive grazie a un articolato sistema di videoproiettori ad altissimo contrasto, con risoluzione 4K, sarà in grado di ricostruire con estremo realismo la superficie di Terra, Luna e Marte, nonché di andare oltre, nei luoghi più lontani dell’universo, tra galassie e nebulose.

La possibilità di archiviare una grande mole di dati e di effettuare aggiornamenti in tempo reale, in base alle novità astronomiche, inoltre, permetterà di seguire le scoperte della comunità scientifica. Obiettivo, far sì che i visitatori possano essere incuriositi, divertirsi ed essere informati sulle più recenti scoperte sull’universo. Una “esperienza stellare” l’ha definita l’assessora alla Crescita culturale, Lorenza Fruci. “Abbiamo lavorato per far sì che il Planetario tornasse e questa apertura- ha detto- rientra nelle politiche che Roma Capitale ha messo in campo per velocizzare gli iter burocratici e amministrativi, cercando di aprire spazi come questo, il Teatro Valle e il mausoleo di Augusto”.

La riapertura del Planetario segnerà anche la ripresa di attività ed eventi, incentrata sulla trasversalità dei linguaggi, spaziando dall’astronomia alla storia, dalla geologia all’arte. Non soltanto tecnologia, però, perché gli interventi hanno interessato pure l’atrio con i propilei esterni e le scalinate, oltre ad ambienti di servizio e destinati agli uffici. Per quanto riguarda le risorse del Pnrr, invece, i 18 milioni di euro sono destinati a interventi di manutenzione straordinaria e di restauro e risanamento conservativo del museo e della collezione, con l’obiettivo di realizzare nuovamente un’esposizione organica e consentire un’esperienza immersiva nella vita di età romana, offrendo un archivio di conoscenze per la comunità scientifica e per gli utenti anche non specialisti. Tra le altre finalità, assicurare la conservazione dell’edificio, il rinnovo degli elementi che abbiano mostrato criticità, l’efficientamento energetico, la revisione del percorso espositivo con ulteriori spazi e servizi a disposizione del pubblico, come attività laboratoriali e aree di sosta e riposo, l’allestimento di un laboratorio di restauro e di riproduzione tridimensionale. 

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