VIDEO | Così si riciclano i rifiuti industriali, Hera prima in Italia

Smaltire i rifiuti industriali è la mission della 'nuova' Hasi, Herambiente servizi industriali, che dall'1 luglio incorporerà la società toscana Waste Recycling
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BOLOGNA – Smaltire i rifiuti industriali offrendo alle aziende un ‘pacchetto’ completo e, soprattutto, la garanzia della tracciabilità del percorso di trattamento degli scarti e il recupero di quanto più materiale possibile perchè possa essere riutilizzato in un’ottica di economia circolare, limitando al massimo il ricorso al conferimento in discarica. E’ la mission della ‘nuova’ Hasi, Herambiente servizi industriali, che dall’1 luglio incorporerà la società toscana Waste Recycling (acquisita alla fine del 2015). Un’operazione che darà vita alla “più importante realtà italiana” nel settore dello smaltimento dei rifiuti industriali i termini di clienti (3.000), fatturato (140 milioni all’anno) e di volumi gestiti (un milione di tonnellate all’anno).

“E’ un’opportunità per le aziende italiane. Il nostro obiettivo è offrire al mercato una soluzione globale per riuscire a portare il massimo dei rifiuti prodotti a recupero, garantendo la tracciabilità dalla fabbrica al trattamento finale”, spiega Andrea Ramonda, amministratore delegato di Herambiente. In poche parole, si tratta di presentarsi ai clienti (per lo più pmi, ma anche grandi gruppi industriali come Barilla, Eni, Coca Cola, Granarolo) come interlocutore unico per la gestione di scarti di produzione di tutte le tipologie. Un servizio che Hasi può offrire grazie alla disponibilità di 90 impianti, alcuni dei quali consentono il recupero di una buona parte dei rifiuti prodotti, come la colonna di distillazione per acque solventate di Waste recycling a Pisa che, attraverso un vero e proprio processo di distillazione, consente di sperare l’acqua (che una volta depurata può essere reimmessa nell’ambiente) e il solvente, che invece può essere rivenduto per ulteriori lavorazioni.

 

Il recupero di quanto più materiale possibile è fondamentale. Anche perchè gli impianti di smaltimento, discariche e termovalorizzatori, sono sempre meno e sempre più saturi, tanto che siamo costretti a esportare all’estero una grossa quantità di rifiuti, soprattutto quelli più complessi da gestire”, evidenzia Maurizio Giani, direttore mercato industria di Herambiente, che, trasporta fuori dai confini nazionali, soprattutto in Germania, circa 50.000 tonnellate di rifiuti industriali. “Con costi enormi di trasporto e smaltimento per le aziende, che si riverberano sul costo dei prodotti. Alla lunga ne va della competitività del made in Italy”, ammonisce Giani.

“In Italia la parola ‘rifiuti’ genera allarme e i tempi di autorizzazione degli impianti sono lunghi e condizionati dal problema del ‘consenso’ politico”, aggiunge Ramonda, che, però, cita il caso positivo dell’impianto di smaltimento di Ravenna, che sarà oggetto di un investimento di 20 milioni di euro per ammodernarlo dal punto di vista delle emissioni e per aumentarne la capacità (da 40.000 a 50.000 tonnellate).

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28 Giugno 2019
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