Banche, Movimento paneuropeo sammarinese: “Tutelare autonomia”

SAN MARINO - "San Marino, per le sue dimensioni,
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SAN MARINO – “San Marino, per le sue dimensioni, per la sua storia, non può permettersi di essere trattata come la Grecia, ossia commissariata dal Fmi, perché scomparirebbe”. Di fronte a quello che definisce un “rischio mortale” per la piccola Repubblica, il Movimento Paneuropeo Sammarinese, che si definisce apartitico e apolitico, lancia un monito “alla società politica sammarinese, governo, maggioranza ed opposizione, ed ai cittadini tutti” affinché si oppongano “in ogni modo consentito dagli Statuti e dalla tradizione democratica sammarinese all’esproprio non solo della sovranità, ma anche della prosperità residua della Repubblica“. A mettere in allarme la fondazione culturale sono gli articoli pubblicati sulla stampa italiana in questi giorni e dedicati al sistema bancario e finanziario sammarinese. In particolare, la Fondazione paneuropea biancoazzurra cita l’articolo di ieri del Corriere della Sera che tira in ballo proprio il Fmi che “si candida generosamente- riferisce la nota- ad essere il nuovo gestore dell’economia sammarinese, attraverso il commissariamento del suo sistema bancario propugnato apertamente da un giornale di Milano”. E “di fronte a queste proposte- prosegue- la memoria corre con profondo orrore, misto a speranza, alle recenti vicissitudini di due paesi a noi prossimi: Cipro e la Grecia“.

Infatti, da un lato “la piccola Cipro- spiega la fondazione- con un grande gesto di dignità democratica e parlamentare ha rifiutato di far pagare ai propri pensionati i costi del crollo del sistema bancario locale, i cui reali proprietari-responsabili viaggiano ancor oggi lungo l’asse Parigi-Berlino-Londra. E sono probabilmente gli stessi che grazie a Il Corriere della Sera vengono a esigere che venga consegnato loro il denaro dei cittadini sammarinesi”. All’opposto invece si trova la Grecia che “grazie ad un governo che ha ingannato i propri elettori-prosegue- è ridotta ad essere una sacca di povertà diffusa indegna dell’Europa Unita”. Il movimento Paneuropeo invita quindi a ricordarsi” come è oggi ridotta la Grecia per esser stata costretta ad accettare la tutela del Fmi sui propri conti pubblici“. E a riflettere invece “sul profondo valore morale della scelta di due Piccoli Stati a noi vicini ed amici, del Parlamento cipriota e successivamente di quello islandese, che in tempi diversi e con modalità autonome hanno in questi ultimi anni protetto i propri Cittadini dalle pretese di commissariamento del Fmi a tutela degli interessi dei poteri forti transnazionali”. Quindi invita a tutelare “in ogni modo l’autonomia di quanto è sopravvissuto del sistema bancario sammarinese da potentati esteri“. Così come esorta la politica e le istituzioni ad adoperarsi “in tutte le sedi internazionali per colpire non solo il complice locale della corruzione, ma nel contempo il corruttore”; infine, “si inizi a riflettere per una volta seriamente, sia in Consiglio Grande e Generale che nel Paese, sulla funzione e sul ruolo di Banca Centrale, e se possibile, se manzonianamente si è capaci di darsi questo oramai indispensabile coraggio, dello stesso Fmi”.

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