VIDEO | ‘Parole non pietre’: fedi, stampa e politica contro l’odio

Aperta a Roma tre giorni per ampliare e rilanciare la Carta d'Assisi
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ROMA – La comunicazione e’ responsabilita’, perche’ contribuisce a costruire una societa’ democratica e inclusiva. Per questo, giornalisti, politici, leader religiosi e semplici comunicatori di pace devono allearsi, guidati dalla Carta d’Assisi sulla fratellanza umana e il pluralismo.

Tale decalogo, siglato lo scorso anno dai rappresentanti delle tre religioni monoteiste presso la sede dell’Fnsi, ora viene ampliata alla Tavola valdese, ai buddhisti e agli induisti e mai come in questo momento “non puo’ finire in un cassetto”: l’appello e’ stato lanciato a Roma nel corso della prima della tre giornate di ‘Parole non pietre’, che Articolo 21, con Fnsi, UsigRai Ordine dei giornalisti del Lazio, Centro Astalli, mondo delle religioni e tante altre realta’ ha organizzato per oggi, domani e domenica nella capitale.

Con preoccupazione i relatori hanno ricordato che in Italia e nell’era dei social non si arrestano i discorsi d’odio che danno poi spazio ad atti di razzismo, islamofobia, sessismo e omofobia, intolleranza verso stranieri e migranti. Solo nel 2019 si sono registrati 251 episodi di antisemitismo, il doppio del 2018, ha evidenziato Andrea Martella, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, che ha aggiunto: “Viviamo nel tempo dell’odio. Le parole sono spesso usate come pietre da gettare contro l’interlocutore, che diventa avversario, persino nemico, oppure per costruire muri per bloccare l’altro, il diverso”.

A intervenire anche padre Antonio Spadaro, direttore della rivista La Civilta’ Cattolica, che ha ospitato l’incontro di stamane. “Quando si comunica, ci dobbiamo chiedere: quale societa’ ho in mente?” ha detto padre Spadaro, che ha tenuto poi a evidenziare che anche le varie religioni hanno “un ruolo fondamentale” nel creare “coesione sociale” e “democrazia”.

A un video ha affidato il suo apprezzamento per l’iniziativa la senatrice Liliana Segre, promotrice della Commissione parlamentare sull’antisemitismo, auspicando il ricorso a “parole che possano portare conforto e non dolore”. “Mi rende molto felice – ha sottolineato Segre – che persone di tante fedi diverse si siano unite per parlare di pace e liberta’, sotto il cielo di Assisi”.
L’appuntamento si e’ concluso con la firma della vignetta che il disegnatore Mauro Biani, ha dedicato al concetto ‘Parole, non pietre’, per rilanciare simbolicamente il decalogo.

Tra i firmatari, i genitori di Antonio Megalizzi, conduttore radiofonico ucciso in un attentato a Strasburgo, Giuseppe Giulietti, presidente Fnsi, Guido D’Ubaldo, segretario nazionale Cnog, Roberto Natale, coordinatore Comitato scientifico Articolo 21, Padre Mauro Gambetti, custode del Sacro Convento di San Francesco, Paolo Ruffini, prefetto del Dicastero delle Comunicazioni della Santa Sede, Ruth Dureghello, presidente della Comunita’ Ebraica di Roma, Alessandra Trotta, Moderatora della Tavola Valdese, reverenda Elena Seishin Viviani e Giovanna Giorgetti, vice presidenti Unione Buddhista d’Italia, Svamini Shuddhananda Giri, rappresentante per il Dialogo Interreligioso Unione Induista italiana, Abdellah Redouane, segretario generale del Centro islamico culturale d’Italia.

Tra i vari appuntamenti in programma nei prossimi giorni a Roma, domenica alle 10, presso largo Portico d’Ottavia, sara’ inaugurata la ‘Panchina della memoria’ dedicata a giornalisti e tipografi ebrei romani vittime della deportazione.

 

TROTTA (VALDESI): CARTA ASSISI CONTRO ODIO, INDIFFERENZA

“Non possiamo permetterci coscienze anestetizzate, l’indifferenza, l’ignavia”. Lo ha detto Alessandra Trotta, Moderatora della Tavola Valdese, intervenuta stamani a Roma alla prima delle tre giornate dedicate a ‘Parole non pietre’, organizzata da Articolo 21, Fnsi, Cnog, confessioni religiose e altre associazioni per rilanciare la necessita’ di una comunicazione inclusiva, responsabile, che segua il decalogo della Carta d’Assisi.

“Abbiamo fortemente voluto e lavorato a questo testo” ha proseguito Trotta, che teme il ritorno delle persecuzioni e discriminazioni analoghe a quelle sperimentate da tanti protestanti italiani in epoca nazi-fascista.

I recenti episodi antisemiti che si sono verificati in Italia, per Ruth Dureghello, presidente della Comunita’ ebraica di Roma “non sono una sorpresa, dato il clima che si respira. Ma non dobbiamo abbassare la guardia”.

Per Abdellah Redouane, segretario generale del Centro islamico culturale d’Italia, la fratellanza e’ la chiave per affrontare il nostro destino comune”. Redouane ha evidenziato il ruolo della Dichiarazione di Abu Dhabi siglata tra Papa Francesco e il Grande imam di Al-Azhar, Ahmad Al-Tayyib, che rilancia il dialogo e “condanna tutti i fondamentalismi”, bollandoli come oltraggio a Dio.

Un punto su cui e’ tornato anche Paolo Ruffini, prefetto del dicastero delle Comunicazioni della Santa Sede, che ha dichiarato: “Tutti, anche le religioni, devono contrastare ogni forma di fanatismo. Il rischio del nostro tempo e’ che si formino tribu’ ostili che pretendono di agire convinte di aver arruolato Dio dalla propria parte, e quindi di essere custodi della verita”. Un fenomeno, questo, che non si registrerebbe solo nei gruppi armati estremisti ma anche nelle nostre societa’.

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28 Febbraio 2020
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