Trattativa M5s-Pd per il Governo, i dem spingono per Orlando come unico vice di Conte

Superata l'impasse creata dall'ipotesi Di Maio al Viminale, si riparono i giochi tra M5s e dem. Alle 18 si riuniscono i capigruppo, si tratta sul nome di Orlando come unico vice di Conte
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ROMA – Sarebbe a un passo la chiusura dell’accordo tra Pd e M5S per la nascita del governo giallorosso, ma continuano i botta e risposta a distanza. A quanto apprende l’agenzia Dire da fonti dem, l’intesa di massima si potrebbe raggiungere sulla figura di Andrea Orlando come unico vice di Giuseppe Conte. Di Maio si è fatto da parte per la casella del Viminale, ma ora punta i piedi per mantenere la vicepremiership. Per i dem, però, “è una condizione inaccettabile: abbiamo già detto sì a Conte e alla presenza di Di Maio nel Governo. Se accettano il vicepremier unico e Di Maio rinuncia alla pretesa di ottenere un ministero pesante, per noi l’accordo è chiuso”.

Di contro, fonti M5S respingono quello che definiscono ‘il metodo dei veti‘: “Il Pd ha finito coi veti su Conte, ora inizia con Di Maio… così non si va lontano”, il commento.

Marcucci: “Schema con Di Maio vicepremier non è possibile”

“Lo schema con Di Maio vice premier non e’ possibile”. Cosi’ Andrea Marcucci, capogruppo Pd al Senato, rispondendo alle domande dei giornalisti fuori dal Nazareno.

Alle 18 incontro capigruppo dem-M5s

“Finalmente abbiamo riaperto il tavolo del programma e alle 18 abbiamo un incontro alla Camera con i nostri colleghi capigruppo del M5S”. Lo ha detto il capogruppo del Pd al Senato, Andrea Marcucci, lasciando il Nazareno insieme al capogruppo dem alla Camera, Graziano Delrio.

Della delegazione Pd che incontrerà il M5S alla Camera faranno parte anche il coordinatore della segreteria nazionale Pd, Andrea Martella e la vice segretaria Paola De Micheli.

E Zingaretti riunisce la segreteria Pd al Nazareno

Mentre sta per iniziare a Montecitorio la riunione dei capigruppo Pd-M5S sui contenuti del programma di governo, è in corso al Nazareno la riunione della segreteria del Pd, presieduta dal segretario Nicola Zingaretti, convocata per fare il punto sugli ultimi sviluppi della trattativa.

Delrio: “Non ci sono nè veti nè ultimatum”

“Come abbiamo sempre detto non ci sono né veti né ultimatum, ma un ragionamento che mette al centro gli interessi del Paese. Si riparte da lì”. Lo ha detto il capogruppo del Pd alla Camera, Graziano Delrio, lasciando il Nazareno. “Se Conte viene considerato come figura terza o in quota M5S? Certamente Conte non lo abbiamo indicato noi, questo è un dato di fatto”, ha aggiunto.

La difficile giornata tra tensioni e smentite

Ieri sera quattro ore di confronto e un nuovo appuntamento per stamattina alle 11. Poi tra Pd e M5s qualcosa è andato storto. Appuntamento annullato e impasse improvvisa. Il Movimento 5 stelle manda a dire che il problema è l’incertezza che perdura sul nome di Giuseppe Conte come premier bis. Ma da fonti dem trapela invece un altro scenario: Luigi Di Maio ambirebbe a prendere il posto di Matteo Salvini al Viminale e sarebbe questo lo scoglio che ha fatto saltare la possibile trattativa in corso. Fonti M5s smentiscono.

La trattativa a questo punto sembra destinata a naufragare, poi da Palazzo Chigi arriva un chiarimento: Di Maio non ha mai chiesto il Viminale, almeno in presenza del premier Conte. Questa ‘smentita’ tranquillizza il M5s e così la crisi rientra e i giochi si riaprono. Intanto dai dem aumentano le aperture nei confronti di un Conte bis.

Fonti Chigi: “In presenza di Conte mai chiesto Viminale per Di Maio”

A quanto si apprende da fonti di palazzo Chigi, in presenza del presidente del Consiglio Giuseppe Conte, non è mai stata avanzata la richiesta del Viminale per Luigi Di Maio, né dal Movimento 5 Stelle né da Di Maio stesso.

M5s: “Bene chiarezza da palazzo Chigi, sì a dialogo su programma”

“Bene la chiarezza fatta dalla presidenza del Consiglio circa le false indiscrezioni trapelate nelle ultime ore. Al contempo, accogliamo positivamente le parole di apertura di alcuni autorevoli esponenti del Partito Democratico sul ruolo del presidente Giuseppe Conte. Sì a un dialogo sul programma e sui temi. Il M5S vuole innanzitutto parlare di soluzioni per il Paese, in una fase che consideriamo delicatissima a seguito dell’apertura di una crisi che ci vede estranei a ogni responsabilità”. Così in una nota il M5S.

Marcucci: “Passi in avanti, la trattativa si è riaperta”

“Mi sembra che qualche passo in avanti sia stato fatto. Se si è riaperto il dialogo? Direi di sì. La trattativa si è riaperta? Mi sembra di sì”. Lo ha detto il capogruppo del Pd al Senato, Andrea Marcucci, arrivando al Nazareno per la cabina di regia dem sulla trattativa con il M5S.

Governo, D’Uva: “La trattativa non è saltata, si va avanti”

“Non mi risulta che la trattativa sia saltata. L’incontro annullato? Un passo per volta, si va avanti”. Lo ha detto Francesco D’Uva, capogruppo del M5S alla Camera, intercettato dai cronisti fuori da Montecitorio.

“Il punto non è Conte- aggiunge D’Uva- e già questa mi sembra un’ottima notizia, un grandissimo passo avanti”.

Marcucci: “Ambizioni di Di Maio rischiano di far saltare un buon accordo”

“Facciamo tutti un passo indietro. Di Maio non si assuma una responsabilità così pesante. Sue ambizioni personali rischiano di far saltare un buon accordo. Disinnescare le clausole dell’Iva vale molto di più che salvare un incarico ministeriale”. Andrea Marcucci, presidente dei senatori Pd, lo scrive su Twitter.

Fonti M5S: “Di Maio non ha mai chiesto il Viminale”

“Di Maio non ha mai chiesto il Viminale per il M5S. Prima per noi vengono i temi”. Così fonti M5S ribattono a quanto affermato da fonti Dem circa il fatto che la trattativa si sarebbe incagliata sulla riferita richiesta di Luigi Di Maio di prendere il posto di Matteo Salvini all’Interno.

Secondo quanto riferito da fonti Dem, infatti, l’accordo di Governo “rischia di saltare per le ambizioni personali di Luigi Di Maio che vuole fare il Ministro dell’Interno e il Vicepremier”. Su questo punto “non sente ragioni e va avanti a colpi di di ultimatum”, dicono le fonti Pd.

Il M5s dopo ieri sera: “Il Pd è ancora molto confuso”

“Dopo 4 ore di incontro il Pd non ha ancora chiarito la sua posizione su Conte. È un momento delicato e chiediamo responsabilità, ma la pazienza ha un limite. L’Italia non può aspettare. Servono certezze” fanno sapere fonti del M5S dopo l’incontro di ieri sera con i dem, che subito dopo precisano: “Il Pd non ci ha mai parlato di programmi o di manovra bensì solo di ministeri“.

“Siamo al lavoro ma c’è ancora molto da fare su contenuti e programmi”. Così fonti del Pd al termine del confronto a palazzo Chigi.

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27 Agosto 2019
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