Yemen, l’ong: “Riparare super petroliera e salvare il Mar Rosso”

Una super petroliera è bloccata dal 2015 a 5 miglia nautiche al largo della costa: rischia di sversare in mare oltre un milione di barili di greggio
Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on email
Share on print

ROMA – L’ong Human rights watch rivolge un appello alle autorità Houthi, il gruppo yemenita che ha il controllo della capitale Sana’a, affinché consentano agli esperti delle Nazioni Unite l’accesso ad una “super petroliera” ormeggiata al largo della costa dello Yemen, in quanto è danneggiata e rischia di sversare oltre un milione di barili di greggio nel Mar Rosso. L’organizzazione statunitense in una nota rilancia la richiesta dei funzionari delle Nazioni Unite, che da tempo seguono la vicenda e hanno avvertito: “una fuoriuscita avrebbe conseguenze catastrofiche sulle condizioni ambientali e umanitarie del Paese, tra cui la distruzione dei mezzi di sussistenza (per la popolazione, ndr) e la chiusura del porto di Hodeida, un’ancora di salvezza per milioni di yemeniti che dipendono dalle importazioni commerciali e dagli aiuti umanitari”.

Lo Yemen dal 2015 è preda di un conflitto armato che ha visto anche l’ingresso di una coalizione internazionale guidata dall’Arabia Saudita e dagli Emirati Arabi uniti, che sperano di sconfiggere i ribelli houthi sostenuti invece dall’Iran. Come riferiscono ancora i responsabili dell’ong nel comunicato, la petroliera nota come ‘The Safer’, ossia ‘la più sicura’, è di proprietà della compagnia statale yemenita Safer exploration and production operations company (Sepoc), e risulta bloccata dal 2015 a 5 miglia nautiche al largo della costa dello Yemen e 32 miglia nautiche da Hodeida. 

Alla fine di maggio però, l’acqua di mare è penetrata nel vano motore. Una squadra di sub è riuscita a riparare temporaneamente la falla, tuttavia l’incidente ha aumentato i timori per una futura fuoriuscita di petrolio. All’inizio di luglio – si legge ancora – gli Houthi, che detengono il controllo dell’area, hanno annunciato che avrebbero permesso una missione di esperti delle Nazioni Unite per compiere una prima valutazione dei danni riportati dalla petroliera, ma come fa sapere l’Onu, ad oggi non sono state ancora ottenute le relative autorizzazioni.

“Le autorità Houthi stanno incautamente ritardando l’accesso degli esperti dell’Onu alla petroliera, che si sta deteriorando, e che quindi minaccia di distruggere un intero ecosistema e di annientare i mezzi di sussistenza per milioni di persone già colpite dalla guerra” ha affermato Gerry Simpson, direttore per l’area Conflitti presso Human rights watch. “I migliori esperti delle Nazioni Unite sono in stand-by per prevenire il peggio e dovrebbero essere immediatamente autorizzati ad accedere a bordo della nave”, ha concluso Simpson. Secondo l’Onu, la petroliera contiene 1,1 milioni di barili di petrolio, una quantità quattro volte superiore a quella finita in mare nel 1898 nel disastro della petroliera Exxon Valdez.

(Credits @Maxar per l’immagine, scattata da un satellite)

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on email
Share on print

Leggi anche:

27 Luglio 2020
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»