Disegni falsificati e lavaggi del cervello: a Reggio Emilia bambini tolti a genitori per darli in affido ‘pilotato’

Decine e decine di minori sono stati sottratti alle rispettive famiglie. In alcuni casi sono stati affidati a titolari di sexy shop e persone con problemi psichici. Emersi due casi di stupro nelle nuove famiglie
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

BOLOGNA – Ragazzini sottratti alle famiglie sulla base di documenti falsificati e sedute di psicoterapia che in realtà erano lavaggi del cervello, con i terapeuti travestiti da personaggi cattivi delle fiabe che convincevano i bambini della cattiveria dei genitori nei loro confronti. Di più: falsi ricordi di abusi sessuali indotti in realtà tramite impulsi elettrici e disegni dei bambini artefatti aggiungendo particolari che facevano risultare i segnali di abusi sessuali in realtà inesistenti. E gli affidi erano pilotati e facevano finire i minori in mano ad amici e conoscenti degli assistenti sociali, ma anche a persone in alcuni casi discutibili e in altre senza ombra di dubbio problematiche. Ci sono anche due casi stupro accertati nelle nuove famiglie assegnatarie. È una vicenda che ha dell’incredibile quella che arriva da Reggio Emilia e che è stata scoperta dai Carabinieri con una complessa indagine che oggi ha portato all’arresto di sei persone e ad altri provvedimenti restrittivi. Nel mirino sono finiti i servizi sociali dell’Unione dei Comuni della Val d’Enza ed è stato arrestato il sindaco di Bibbiano, Andrea Carletti (Pd).

Le lettere dei veri genitori sono state nascoste

Quello che emerge è un business illecito ai danni di decine e decine di minori che sono stati sottratti alle rispettive famiglie con la complicità di politici, medici, assistenti sociali, che per anni hanno nascosto i regali e le lettere scritte dai genitori ai bambini che gli erano stati tolti: i Carabinieri li hanno trovati accatastati in un magazzino.

LEGGI ANCHE: Affidi pilotati a Reggio Emilia, lo psicologo: “Sembra la trama di un film horror”

Figli affidati anche a titolari di sexy shop e persone con figli suicidi

Il ‘sistema’ ha portato alla luce una catena di affidi pilotati, con bambini affidati ad amici e conoscenti degli operatori dei servizi sociali, tra cui titolari di sexy shop, persone con problematiche psichiche o con figli suicidi.  Si registrano due casi accertati di stupro nelle famiglie affidatarie ed in comunità.

Le misure di oggi sono scattate sulla base di un’ordinanza di custodia cautelare: sono coinvolti politici, medici, assistenti sociali e liberi professionisti. Come spiegano i militari in una nota, da diversi anni gli arrestati avevano messo in piedi un illecito e redditizio sistema di “gestione minori”. I minori protagonisti di questa vicenda, alcuni oggi adolescenti, manifestano profondi segni di disagio come tossicodipendenza e gesti di autolesionismo

I reati contestati

I reati contestati ai 16 indagati, a vario titolo, sono frode processuale, depistaggio, abuso d’ufficio, maltrattamenti su minori, lesioni gravissime (nei confronti dei minori), falso in atto pubblico, violenza privata, tentata estorsione, peculato d’uso. Oltre 100 i Carabinieri impegnati oggi nell’esecuzione dell’ordinanza cautelare e in decine di perquisizioni domiciliari: l’operazione è stata ribattezzata ‘Angeli e demoni’.

Minori, Di Maio: “Il modello Emilia proposto dal Pd si rivela un incubo”

Nella nota, i Carabinieri spiegano di avere intercettato “ore e ore di intensi lavaggi del cervello durante le sedute di psicoterapia effettuate sui minori, anche di tenera età, dopo che gli stessi erano stati allontanati dalle rispettive famiglie attraverso le più ingannevoli e disparate attività, tra le quali: relazioni mendaci, disegni dei bambini artefatti attraverso la mirata ‘aggiunta’ di connotazioni sessuali, terapeuti travestiti da personaggi ‘cattivi’ delle fiabe messi in scena ai minori in rappresentazione dei genitori intenti a fargli del male, falsi ricordi di abusi sessuali ingenerati con gli elettrodi di quella che veniva spacciata ai bambini come ‘macchinetta dei ricordi’”.

BIMBI DATI IN AFFIDO ANCHE A TITOLARI SEXI SHOP

Stando a quanto emerso dalle indagini, i bambini allontanati in modo illegittimo dalle loro famiglie (suggestionati psicologicamente per convincerli della cattiveria dei genitori o di abusi mai avvenuti) venivano poi affidati ad amici e conoscenti degli operatori dei servizi sociali, tra cui titolari di sexy shop, persone con problematiche psichiche o con figli suicidi. E, secondo i Carabinieri che indagano, si registrano due casi accertati di stupro nelle famiglie affidatarie ed in comunità

Sei gli arrestati

In tutto 16 le persone indagate: sei sono state sottoposte alla misura cautelare degli arresti domiciliari. Tra loro c’è il sindaco di Bibbiano (Reggio Emilia) Andrea Carletti appena rieletto e una responsabile del Servizio sociale integrato dell’Unione dei Comuni della Val d’Enza. Arrestati anche una coordinatrice del medesimo servizio, un’assistente sociale e due psicoterapeuti di una onlus torinese.

Per altri otto è scattata l’interdizione dal lavoro

Altre otto misure cautelari di natura interdittiva, costituite dal divieto temporaneo di esercitare attività professionali sono state eseguite a carico di altrettanti soggetti, nelle relative qualità di dirigenti comunali, operatori socio-sanitari ed educatori.

Due genitori affidatari dovranno stare lontano dal figlio

Infine ci sono due misure coercitive del divieto di avvicinamento ad un minore, che hanno colpito una coppia affidataria accusata di maltrattamenti.

Indagini partite a fine 2018

Le indagini sono iniziate alla fine dell’estate del 2018 dopo l’anomala escalation di denunce all’autorità giudiziaria, da parte dei servizi sociali coinvolti, per ipotesi di reati di abusi sessuali e violenze a danni di minori che sarebbero stati commessi dai genitori. L’analisi dei fascicoli vedeva però puntualmente approdare le indagini verso la totale infondatezza di quanto segnalato.

Nonostante ciò, i servizi sociali coinvolti proseguivano nel percorso psicoterapeutico richiesto più volte. Da qui si è sviluppata l’intensa indagine che ha svelato i numerosi falsi documentali redatti dai servizi sociali in complicità con alcuni psicologi, artatamente trasmessi all’autorità giudiziaria.

Il meccanismo della truffa

In pratica si realizzava la diagnosi di una mirata patologia post traumatica a carico dei minori, condizione questa necessaria a garantirne la presa in carico da parte di una Onlus di Torino. Il pagamento delle prestazioni psicoterapeutiche avveniva quindi in assenza di procedura d’appalto: gli affidatari venivano incaricati dai servizi sociali di accompagnare i bambini alle sedute private di psicoterapia e di pagare le relative fatture a proprio nome. Mensilmente le stesse persone che avevano i minori in affido ricevevano rimborsi sotto una simulata causale di pagamento, falsando così i bilanci dell’Unione dei Comuni coinvolti. I Servizi sociali dell’Unione dei Comuni e l’associazione erano quindi legati a doppio filo. E si scambiavano favori.

Da un lato la onlus era affidataria dell’intero servizio di psicoterapia voluto dall’ente e dei relativi convegni e corsi di formazione, organizzati in provincia. Dall’altra, alcuni dipendenti dello stesso ente ottenevano incarichi di docenza retribuiti nell’ambito di master e corsi di formazione tenuti sempre dalla onlus. Il sistema era talmente consolidato che ha portato all’apertura di un centro specialistico regionale per il trattamento del trauma infantile derivante da abusi sessuali e maltrattamenti (che di fatto è risultata una costola della onlus). In questa struttura, infine, veniva garantita l’assistenza legale ai minori attraverso la sistematica scelta, da parte dei servizi sociali, di un avvocato, anch’egli indagato per “concorso in abuso d’ufficio”, attraverso fraudolente gare d’appalto gestite dalla dirigente del servizio per favorirlo. Gli investigatori stanno ora vagliando le posizioni di decine e decine di minori seguiti negli anni passati proprio dai servizi sociali.

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Leggi anche:

27 Giugno 2019
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»