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Equitazione: la principessa Fatima incanta l’ovale di Piazza di Siena

La nipote del fondatore degli Emirati Arabi presenzia al Premio Land Rover come Grace Kelly negli anni '50
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ROMA – Ha passeggiato per Villa Borghese, godendosi il mix di natura, arte e cultura del cuore verde di Roma. Attentissima però, all’ora convenuta, alla prova di Dalida Van de Zuuthoeve, pezzo pregiato della sua scuderia, che ha partecipato nel pomeriggio al Premio Land Rover. Lei è la principessa Sheikha Fatima Bint Hazza bin Zayed Al Nahyan, subito in perfetta sintonia con la raffinatezza di Piazza di Siena. Sheikha Fatima è la nipote di Zayed bint Sultan Al Nahyan, il padre fondatore degli Emirati Arabi Uniti, nonché presidente dal 1971 fino alla morte, nel 2004. Artista e mecenate, si occupa a tempo pieno di promuovere cultura e sport del suo paese, specialmente al femminile, come presidente dell’Abu Dhabi e Al Al-Ain Ladies Club.

La sua passione per i cavalli l’ha spinta a fondare le apprezzatissime scuderie Al Shira’aa e ad approdare ieri in uno dei teatri ippici più famosi del mondo. Dell’equitazione, così come di ogni altra attività sportiva, ha fatto l’ennesima testimonianza della storia e dei valori del suo paese: “I miei momenti più cari sono stati quando mi sono seduta sulle ginocchia di mio nonno e ho ascoltato le sue storie- ha detto di recente la principessa, in una lunga intervista concessa a Vogue Arabia che le ha dedicato la copertina- ed erano storie di lotta, storie di chi voleva osare, sognare, cambiare la realtà. Sono cresciuta con l’amore per gli Emirati Arabi Uniti“.

Felpa bianca impreziosita da una raffinata spilla e leggings neri, un’eleganza connaturata nei gesti e nel portamento, prima ancora che nella mise, Sheikha Fatima è erede degnissima di una tradizione che nel corso dei decenni ha visto approdare a Piazza di Siena nobili e teste coronate di tutto il mondo: basti ricordare le incursioni iperfotografate di Grace Kelly, principessa di Monaco, che nel 1957 si presentò con il principe Ranieri; o di Elisabetta II e Filippo di Edimburgo, accolti dal presidente della Repubblica Gronchi. La regina, dicono le cronache del tempo, sfoggiava un vestito celeste con cappellino di paglia dello stesso colore. Negli stessi anni la presenza dei Principi Colonna, antica nobiltà romana, era abituale. Più a ritroso nel tempo, il concorso ippico era un appuntamento fisso per Re Vittorio Emanuele II, accompagnato non di rado da tutta la famiglia regnante.

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