VIDEO | Camera di commercio Marche: “Nel dcpm difficoltà interpretative”

Per gli imprenditori le misure annunciate da Conte portano grosse difficoltà interpretative: i dubbi della Camera di commercio delle Marche
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ANCONA – “Il Dpcm presentato ieri sera ci lascia alcune perplessità. A partire dal fatto che molte volte questi documenti creano tra gli imprenditori difficoltà anche interpretative”. Così alla Dire il presidente della Camera di Commercio delle Marche, Gino Sabatini, commenta le misure presentate ieri sera dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte sulla cosiddetta ‘Fase due’.

Dubbi in particolare sulla possibilità di riaprire per quelle attività manifatturiere orientate in modo prevalente all’export. “Ci sono, ad esempio, delle lavorazioni all’interno della filiera che non hanno un’internazionalizzazione, ma che fanno parte della filiera dell’internazionalizzazione e sono elementi principali di un prodotto, che non possono aprire- continua Sabatini-. In questo momento la situazione non è semplice. In alcuni comparti c’è una grossa difficoltà anche nel riaprire la propria attività“.

Il numero uno dell’ente camerale marchigiano esprime delusione in particolare per il settore Moda: l’obiettivo era quello di riaprire già da questa settimana. “Ci aspettavamo tanto- dice Sabatini-. Ci siamo mossi con le associazioni di categoria, con l’azienda speciale ed anche con il sottosegretario Morani per vedere qualche apertura in più. C’è stata qualche deroga all’interno del Dpcm per quelle aziende che hanno una forte propensione all’estero ma queste devono presentare le documentazioni alle Prefetture ed i giorni passano velocemente. Era meglio dire ‘no, non riaprite’ che un escamotage simile. L’imprenditore deve avere protocolli e date certe. Si pensava che lunedì/martedì si potesse ritornare e invece siamo ancora qui. In un comparto che sta perdendo quote di mercato. Per alcune aziende è messa in discussione la possibilità di riaprire i battenti”. A sostegno del settore turistico e dei pubblici esercizi Sabatini chiede al Governo “risorse a fondo perduto”.

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