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VIDEO | Assenteismo al Comune di Piazza Armerina, sospesi 13 ‘furbetti del cartellino’

Molti dipendenti si allontanavano dal luogo di lavoro per sbrigare faccende personali. Comportamenti messi in atto soprattutto il giovedì, giornata del mercatino settimanale
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PALERMO – Il gip del tribunale di Enna ha sospeso dal servizio per sei mesi 13 tra impiegati del Comune di Piazza Armerina e personale inquadrato nei cantieri di servizio con l’accusa di truffa aggravata, peculato e irregolare attestazione delle prestazioni lavorative. L’indagine e’ stata condotta dalla guardia di finanza con il coordinamento della procura di Enna. I destinatari della misura sono complessivamente 18: per altri cinque indagati, infatti, e’ scattato l’obbligo di firma. Le indagini, durate diversi mesi, hanno messo in luce “un sistematico e diffuso meccanismo in virtu’ del quale un elevato numero di dipendenti del Comune di Piazza Armerina, pur risultando in servizio, anche attraverso colleghi compiacenti che provvedevano, per loro conto, ad effettuare la registrazione in modo artificioso ed illegale, in realta’ – spiega la guardia di finanza – si allontanava dal luogo di lavoro per finalita’ private e senza un adeguato titolo giustificativo”. Comportamenti che sarebbero stati messi in atto soprattutto il giovedi’, giornata del mercatino settimanale a Piazza Armerina: “Molti dipendenti si allontanavano dal luogo di lavoro per sbrigare faccende personali e senza registrare la propria assenza. Sotto la lente d’ingrandimento della guardia di finanza sono finiti 54 dei 164 dipendenti comunali e 14 persone impiegate nei cantieri di servizio.
 In un caso le fiamme gialle hanno scoperto che la presenza in servizio di una dipendente del Comune veniva attestata grazie a un altra persona che registrava, per conto della donna, la sua presenza in servizio utilizzando il suo badge personale. Specifiche ipotesi di reato riguardano, invece, i dipendenti in servizio presso l’Utc che, senza alcuna ragione, utilizzavano le auto del Comune per scopi privati. Le indagini sono andate avanti attraverso le telecamere installate presso le varie sedi comunali e, successivamente, con gli accertamenti sugli ordini di servizio e sulle registrazioni delle presenze, oltre che con specifici pedinamenti.

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